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10 settembre 2011

Lo strano caso del numero programmato in Campania

Si sa, ogni anno i test d’ingresso alle facoltà con numero programmato nazionale vengono puntualmente presi di mira da ogni testata giornalistica al fine di scovare ogni piccola cosache abbia dell’anomalo, dalla domanda sbagliata a quella più assurda (vedi il caso della grattachecca) ma non è di questo che voglio parlare.

La cosa su cui mi voglio soffermare è che, almeno qui, in Campania succedono delle cose che hanno davvero dell’incredibile. Ma andiamo per ordine.

Se prima ad effettuare i test d’accesso per la Facoltà di Medicina e Chirurgia era solo Napoli adesso, da tre anni a questa parte, anche il polo universitario di Salerno partecipa alla selezione. Di sicuro starete pensando “ma cosa c’è di strano?”

La stranezza non sta nel fatto che due atenei pubblichino lo stesso bando per la selezione di futuri medici, ma la stranezza, che fa sorgere non pochi dubbi, è presente nelle graduatorie.
Infatti, anche se quest’anno dopo 48 ore era possibile vedere i risultati dei singoli candidati sul sito del Miur, solo un ateneo, quello di Salerno, aveva pubblicato sul proprio sito la graduatoria degli ammessi al corso di laurea in Medicina, mentre sull’altro, quello di Napoli, non c’era la minima traccia di una graduatoria. Fino a tre anni fa infatti Napoli pubblicava i risultati ma solo a fine settembre ed essendo l’unico ateneo in Campania a fare test d’accesso in Medicina, giustamente, si pensava che fine settembre era il tempo necessario per pubblicare le graduatorie. Ma adesso con l’entrata anche dell’ateneo salernitano questo pensiero è stato accantonato e al suo posto è sorto un altro dubbio perché sul sito dell’ateneo salernitano è già possibile controllare le graduatorie e su quello di Napoli no? Cosa c’è sotto? Purtroppo queste sono domande che sorgono spontanee dato che i campani lo sanno per entrare a Napoli serve la raccomandazione ed una sola persona su 100 riesce ad entrare perché davvero meritevole.

Ma non finisce qui. Altro caso che ha tutte le ragioni per essere contestato è capitato alla Facoltà d’Ingegneria Edile e Architettura.

Quest’anno, infatti, come riporta il bando di concorso sul sito dell’ateneo salernitano “L’Università degli Studi di Salerno e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” hanno aderito all’invito prospettato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (nota del 29 marzo 2011), a svolgere la selezione in forma aggregata su base regionale. Per effetto di tale aggregazione, gli studenti comunitari e non comunitari soggiornanti in Italia che sosterranno la prova presso l’ Università degli Studi di Salerno e quelli che la sosterranno presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” verranno inseriti in un’unica graduatoria di merito riferita a entrambe le sedi universitarie”.

Cosa significa questo?

Ciò significa che i posti messi a disposizione da Napoli (70) e quelli messi a disposizione dall’ateneo salernitano (100) verranno uniti e formeranno un’unica graduatoria che verrà stilata in forma meritocratica dal più meritevole al meno meritevole. Una volta stilata la graduatoria gli studenti che sono rientrati tra i primi 70 posti avranno la possibilità di decidere a quale ateneo iscriversi indipendentemente da dove abbiano sostenuto l’esame.

Questa nuova trovata del Ministero non ha fatto altro che scatenare l’ira degli studenti che ,giustamente, non vedono l’utilità di questa selezione in forma aggregata dato che se hanno scelto di sostenere un test in un ateneo è perché sono intenzionati a continuare li il proprio percorso di studi. Tutto questo , a parere degli studenti e anche dai genitori, che quel giorno chiedevano spiegazioni ai professori su questo nuovo metodo senza ricevere risposte adeguate, è assurdo dato che cosi facendo le possibilità dei quasi 260 studenti, che hanno partecipato, mercoledì scorso, alla selezione a Salerno per 100 posti disponibili, si sono notevolmente ridotte e quelle dei circa 190 studenti napoletani che gareggiavano per 72 posti sono aumentate. Questo malcontento ovviamente non vuole andare a discapito degli studenti che ovviamente se rientreranno nei 170 posti entreranno perché se lo sono meritato ma vuole smuovere le coscienze di chi ha sposato quest’idea, davvero assurda, della forma aggregata che di certo non l’ha fatto per agevolare gli studenti ma di sicuro per agevolare il loro portafoglio.

Purtroppo molti atenei, non solo quelli campani, con il passare del tempo stanno perdendo la consapevolezza che l’Università debba essere costruita a misura di studente e non a misura delle entrate che provengono da altre cose che non dovrebbero avere niente a che fare con l’Università.

Dora Della Sala

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