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13 ottobre 2011

Aria nuova in aula all’Università Alma Mater di Bologna

Aria nuova in aula all’Università Alma Mater di Bologna la quale solo per questo supplemento d’ossigeno è autorizzata a tirare fuori i fuochi d’artificio.

Babbo Natale con le sue renne è ancor lontano, la Befana in sala trucco ad imbruttire ma un ninnolo ogni tanto all’Università italiana si può concedere.

L’estate di San Martino è alle porte e l’Università Alma Mater di Bologna l’accoglie con tutti gli onori è una serie di conferme interessanti.

Vediamole nel dettaglio.

Nel 2012 gli stipendi per i dipendenti dell’Alma Mater di Bologna ci saranno.

Anzi, gli organi accademici hanno dato il via libera questa mattina a una nuova infornata di assunzioni tra professori ordinari, associati e ricercatori. “L’anno prossimo il trend sara’ lo stesso- assicura il rettore Ivano Dionigi– anche se non so ancora con quale ritmo e quali percentuali. Ma abbiamo ancora dei punti spendibili, c’e’ ancora margine per fare assunzioni e chiamate”.

Per il momento, dunque, secondo quanto riporta l’agenzia Dire sono stati promossi a professore ordinario 16 associati (gli idonei erano 38). A questi si aggiungono 36 ricercatori, che sono stati promossi a professore associato (sui 46 idonei), mentre 30 nuovi ricercatori a tempo determinato saranno messi sotto contratto entro Natale. I nuovi professori, invece, saranno assunti a partire dall’1 novembre o dall’1 dicembre, a seconda se “prevale l’interpretazione sulla chiamata diretta” della norma contenuta nella legge sul reclutamento dei docenti.

Nuove assunzioni sono in vista anche per il personale tecnico-amministrativo, per il quale sono a disposizione 2,5 punti di budget in piu’. Ora spetta al Cda decidere come utilizzare queste risorse. Dunque, manda a dire il rettore, “a chi si e’ turbato sugli stipendi, la risposta e’ che li avranno e che riusciamo a fare anche nuove chiamate”.

E nel 2012 le assunzioni dovrebbero continuare. “Non sono qui a illudere nessuno- alza le mani Dionigi- ma confido ancora che il taglio alle Universita’ italiane non sia quello da 6,9 a 6,5 miliardi di euro”. Proprio quel calo netto di risorse aveva fatto parlare il rettore, la settimana scorsa, del rischio di un collasso del sistema a livello nazionale, con l’impossibilita’ di pagare gli stipendi.

Nel frattempo, sul fronte sindacale, il rettore prova a ricucire lo strappo con i sindacati, dopo che la settimana scorsa Cgil e Cisl hanno ritirato la firma dal protocollo d’intesa sulla riorganizzazione dell’Ateneo. “Rispetto a quell’accordo non e’ stata presa una decisione in contrasto con gli impegni presi”, rivendica Dionigi, che invita i sindacati a rivedere la loro decisione.
“Da parte nostra c’e’ il massimo impegno a riannodare il filo- manda a dire il rettore- su questa partita serve la massima collaborazione, intesa e dialogo”.

Per l’Alma Mater, Dionigi rassicura (come ha fatto in mattinata anche con il Senato e il Cda): “Nel nostro bilancio avevamo gia’ messo in conto pessimisticamente questo taglio all’Ffo che, dunque, “sara’ coperto. Dobbiamo valutare i pensionamenti, il turnover, i possibili risparmi e le iscrizioni- aggiunge Dionigi- ma le linee di bilancio saranno confermate all’80-90%”.

Nel frattempo, per le promozioni degli idonei il ministero dell’Universita’ ha stanziato 13 milioni di euro a livello nazionale, di cui il rettore si dice certo di riceverne almeno il 5% (ovvero circa 650.000 euro). “Questi sono sicuri- afferma Dionigi- se ne arrivano di piu’, pensiamo agli esclusi”. Tutto dipende dalla “pressione bipartisan sul ministero perche’ abbiano accesso a questi fondi anche gli Atenei che sforano il tetto del 90% di spesa per il personale”.

Se questo dovesse accadere, l’Alma Mater si dovrebbe accontentare. Per la maggior parte si tratta di promozioni interne, ma tre Facolta’ faranno anche chiamate da fuori Ateneo.
Dei 36 nuovi associati, 15 sono stati assegnati alle Facolta’ di Medicina, Ingegneria e Lettere (cinque ciascuna), mentre Scienze politiche (sede di Bologna e di Forli’), Economia a Rimini e Statistica avranno un docente a testa.
Tra gli ordinari, invece, tre saranno assegnati a Medicina e altrettanti a Ingegneria, dal momento che “hanno avuto piu’ turnover”.

Alla faccia della crisi.

Gaetano Santandrea

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