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15 ottobre 2011

Centomila dollari per l’Università Alma Mater di Bologna

La gratitudine non ha confini.

Potrebbe essere uno slogan perfetto per una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei problemi del Terzo Mondo.

E’ in effetti, un piccolo grande segnale, un fatto eccezionale . Il lucroso fiocco di un regalo inaspettato.

Il rettore Ivano Dionigi ha incontrato questa mattina all’Alma Mater, Frank Vaccarino, presidente della “Un piccolo grande segnale, un fatto eccezionale”.

L’associazione, con sede a Brooklyn, New York, riunisce gli ex studenti dell’Università di Bologna che oggi vivono negli Stati Uniti.

Vaccarino, che si è laureato in medicina all’Alma Mater nel 1953, ha consegnato nelle mani del Rettore un assegno del valore di 100mila dollari: dono degli ex alunni americani alla loro Università.

All’incontro c’erano anche il direttore di Almalaurea Andrea Cammelli e la delegata per le Relazioni internazionali Carla Salvaterra.”

“Questo è un piccolo grande segnale – commenta ancora Dionigi -, espressione di un sentimento in disuso: la riconoscenza. Un regalo simbolico ma anche reale che arriva da una sensibilità che noi, qui in Italia, non abbiamo e per cui invece dovremmo avere cura”.

“E’ un fatto eccezionale – ha commentato il rettore Dionigi – che restituisce un sentimento di stima e riconoscenza verso questo Ateneo, un legame forte con Bologna“.

Ancora non è stato definito come sarà impiegata la donazione: l’ipotesi è finanziare borse di studio per studenti Unibo che vanno negli Stati Uniti e per studenti americani in arrivo all’Alma Mater. “Questo è un piccolo grande segnale – commenta ancora Dionigi -, espressione di un sentimento in disuso: la riconoscenza.

Un regalo simbolico ma anche reale che arriva da una sensibilità che noi, qui in Italia, non abbiamo e per cui invece dovremmo avere cura”.

Belle parole. Ma fino a quando saremmo guidati da persone irriconoscibili, il tempo per la riconoscenza, almeno qui, almeno da noi, sarà solo una lontana chimera.

Gaetano Santandrea

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