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29 ottobre 2011

L’International women’s media foundation premia il coraggio delle giornaliste donne

L’International women’s media foundation– network fondato nel 1990 con lo scopo di consolidare il ruolo delle donne giornaliste e promuovere la libertà di stampa- ha assegnato la scorsa settimana il Courage in Journalism Awards: l’unico riconoscimento internazionale che premi il coraggio femminile in campo giornalistico.

Ad essere premiate quest’anno – il 24 ottobre a Los Angeles e il 27 ottobre a New York- sono state Adela Navarro Bello, Parisa Hafezi, e Chiranuch Premchaiporn, emblema del « ruolo cruciale che la stampa dovrebbe occupare nella nostra società » come ha detto Liza Gross, Direttore di IWMF. Premiate per aver resistito ai pericoli, alle minacce e alle pressioni politiche dei propri Paesi -rispettivamente Messico, Iran e Thailandia– e per averne mostrato con straordinaio impegno la violenzia, la corruzione e il malcontento sociale.

Direttore della rivista Zeta – con una redazione per il 60% al femminile- la 43enne Adela Navarro Bello, vive dal 2010 sotto scorta, dopo un tentativo di omicidio nei suoi confronti e un attentato agli uffici della sua redazione, sventato los corso febbraio dalla polizia. Nonostante l’uccisione di due suoi colleghi nel 1988 e nel 2004, la giornalista continiua a parlare dei traffici illeciti di armi e droga e della violenza che imperversa nel suo Paese.

Parisa Hafezi, 41enne, è la prima donna a guidare Reuters in Iran. Rea di aver ha raccontato le violenze delle manifestazioni contro i brogli elettorali alle elezioni nel giugno 2009, è il bersaglio della Guardia Rivoluzionaria Iraniana che ha più volte cercato di arrestarla. Non è scappata. Nonostante abbia dovuto subire interrogatori, incursioni in ufficio e un rapimento di quattro giorni seguito da un pestaggio intimidatorio, continua a parlare delle repressioni e dei soprusi in Iran. Gli uffici di Reuters sono costantemente sotto controllo: mail e linee telefoniche sono sorvegliate dal governo che definisce Reuters “l’agenzia di stampa sionista”.

Infine Chiranuch Premchaiporn è la 43enne web master e direttrice del giornale Prachatai Thailandia, da anni schierata in favore dell’uso libero di Internet. Il forum sul suo sito di notizie Prachatai è stato sospeso nel 2010. Chiranuch Premchaiporn ha rischiato 20 anni di carcere per esseresi rifiutata di cancellare critiche alla monarchia thailandese pubblicate sul suo sito web. Attualmente è libera su cauzione e il suo processo è stato spostato al prossimo febbraio. Pur subendo numerosissimi interrogatori e forti pressioni, la giornalista thailandese continua a voler proteggere la libertà di espressione quasi inesistente nel suo Paese.

Benedetta Michelangeli

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