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7 ottobre 2011

UniPr:inaugurato il restauro del Plesso di S. Francesco di Paola

Oggi, venerdì 7 ottobre, alle ore 11, si è tenuta la Cerimonia di inaugurazione del restauro del Plesso di S. Francesco di Paola, con il taglio del nastro da parte del Rettore dell’Ateneo Gino Ferretti alla presenza delle autorità cittadine e accademiche.

I complessi lavori di restauro hanno interessato sia la ex chiesa, i cui due campanili gemelli, detti “Torri dei Paolotti”, affacciano su Strada D’Azeglio, sia il chiostro dell’ex convento, che già in parte ospitava aule e altri spazi in uso alla Facoltà di Lettere e Filosofia e che in seguito ai lavori è stato completamente rimesso a nuovo.

CENNI STORICI
Nel XIII secolo in Strada D’Azeglio esisteva la chiesa di S. Giovanni Battista, di proprietà dell’Ordine di Malta che nel 1574 la cedette ai Frati Minimi, detti “Paolotti” dal loro fondatore San Francesco di Paola.

Nel 1625 i Minimi decisero di far costruire una nuova chiesa dedicata a S. Francesco di Paola e S. Giovanni Battista, a una sola navata con tre cappelle laterali, e un nuovo convento. I lavori terminarono nel 1632, ad eccezione della facciata di stile barocco con le caratteristiche due torri (dette appunto “dei Paolotti”), che venne completata nel 1689 su progetto dell’architetto piacentino Carlo Virginio Draghi e grazie alla munificenza del conte Stefano Sanvitale.

Nel 1818 il convento, su decreto di Maria Luigia, venne adibito a “Ospedale de’ Pazzarelli”, mentre la chiesa trascurata andò in rovina e fu abbattuta, ad eccezione dell’artistica facciata.

Nel 1872, quando il manicomio venne trasportato nella residenza ducale di Colorno, il complesso fu utilizzato come ospedale per bambini. Intanto la facciata si era nuovamente deteriorata e sarebbe stata abbattuta se non fosse stata salvata da una vivace campagna di stampa, cosicché nel 1902 si procedette ad un nuovo restauro.

L’antico convento passò nel 1936 all’Università di Parma che vi collocò gli Istituti di Chimica, Farmacia, Fisica e Geologia; nel 1941 venne ricostituita la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e dal 1985 si diede avvio al trasferimento di tali Facoltà al Campus Universitario di via Langhirano.

IL PROGETTO
Il primo progetto, relativo solo al restauro del chiostro, risale agli anni ’96-’97, ma è solo dopo il 2000 che comincia a prendere corpo l’ipotesi di un progetto complessivo che prevedesse anche il recupero della ex-chiesa quale “Biblioteca umanistica dei Paolotti” della Facoltà di Lettere e Filosofia, anche a seguito della conclusione del trasferimento delle Facoltà scientifiche, per anni ospitate nel Plesso D’Azeglio, nel nuovo Campus Universitario di via Langhirano.

Nel 2004 viene quindi redatto un progetto preliminare a cura del Prof. Arch. Anna Barozzi in collaborazione con l’Ing. Paolo Bertozzi e l’Ing. Luca Guardigli, con il coordinamento dell’Ing. Livio Mingardi dell’Ufficio Tecnico dell’Ateneo. Nel corso dello stesso anno, il 23 febbraio, viene sottoscritta una Convenzione tra l’Università degli studi di Parma, il Comune di Parma e il Provveditorato per le Opere Pubbliche per l’Emilia Romagna, in cui si stabilisce che i lavori, dell’importo complessivo di 4.500.000 euro, saranno finanziati per 3.100.000 euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre i rimanenti 1.400.000 euro saranno a carico dell’Ateneo.

Prima dell’inizio dei lavori di restauro, sotto la navata della ex-chiesa sono stati condotti degli scavi archeologici coordinati dal Prof. Sauro Gelichi con la collaborazione di studenti e docenti dell’Università di Parma. Tali lavori hanno portato alla scoperta di numerose tombe, purtroppo già svuotate in epoca precedente e riempite di terreno e macerie, nonché alle tracce di stratificazioni medievali relative a una Chiesa precedente, che era senz’altro più piccola di quella riedificata in epoca seicentesca.

Il progetto esecutivo è stato approvato nel 2006 ed è stato seguito dall’Area Edilizia – Infrastrutture dell’Ateneo, diretta dall’Ing. Lucio Mercadanti, con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie di Parma e Piacenza nella persona del Soprintendente Arch. Luciano Serchia.
I lavori, iniziati il 13 novembre 2008, sono durati due anni, e hanno interessato una superficie complessiva di 3.013 mq al piano terra e 1.780 al primo piano.
All’interno della nuova “Biblioteca umanistica dei Paolotti” confluiranno le attuali Biblioteca Centrale di Lettere e Filosofia, Biblioteca del Dipartimento di Filologia Classica e Medievale, Biblioteca di Filosofia, Biblioteca del Dipartimento di Italianistica, Biblioteca di Storia e Biblioteca della Sezione di Beni Librari. Il numero di volumi che saranno ospitati nella nuova struttura è di circa 128.000.

I LAVORI DI RESTAURO
I lavori di restauro si sono articolati in tre opere principali: i lavori afferenti la ex chiesa, il consolidamento e il restauro della facciata e i lavori relativi al chiostro.

PROGETTISTI E COLLABORATORI DEI LAVORI DI RESTAURO
Geom. Aldo Achille, Prof. Arch. Anna Barozzi, Ing. Paolo Bertozzi, Ing. Dante Corradi, Ing. Roberto Gambarota, Prof. Sauro Gelichi, Ing. Mauro Ghiretti, Ing. Anna Claudia Gray, Ing. Luca Guardigli, P.A. Roberto Masera, Ing. Lucio Mercadanti, Ing. Livio Mingardi, Arch. Maria Monopoli, Prof. Antonio Montepara, Ing. Piergiorgio Nasuti, Ing. Ubaldo Nocera, Geom. Primo Occhialini, Ing. Francesco Ruffolo, Arch. Nicolai Zanettini, Ing. Stefano Zanolin.

Ditta esecutrice dei lavori: Consorzio Ravennate Cooperative Produzione e Lavoro di Ravenn

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