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14 ottobre 2011

Università di Siena: Erasmus Placement

Erasmus Placement è un’azione promossa e finanziata dalla Unione Europea nell’ambito del “Lifelong Learning Programme” che consente agli studenti di svolgere un periodo di tirocinio retribuito per 3 o 6 mesi, presso imprese o centri di formazione e di ricerca in uno dei Paesi Europei partecipanti al Programma.

L’Azione Universitaria di Siena ci tiene a puntualizzare proprio questo aspetto: promossa e finanziata dalla Unione Europea, pare infatti che l’Ateneo Senese abbia fatto passare l’iniziativa come propria.

“Siamo stupiti dall’enfasi data alla presentazione del bando indetto dall’Università di Siena per il progetto di Erasmus Placement. Una bella iniziativa senza dubbio ma non è una novità e soprattutto non è farina dell’ateneo Toscano”.

Queste le dichiarazioni, in una nota di Mimmo Paternoster membro del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e Gianluca Sessa Commissario provinciale di Azione Universitaria Siena.

“Nessuno vuole mettere in dubbio l’utilità del progetto, che anzi è un’opportunità importante per tutti gli studenti” dichiarano, “ci preme solo precisare che l’Erasmus Placement non è un’iniziativa esclusiva dell’Ateneo senese ma che invece è un progetto della Comunità Europea che ha inviato fondi a tutte le università italiane che ne hanno fatto richiesta, perciò la notizia sarebbe stata l’eventuale mancato utilizzo degli stessi e non la pubblicazione del bando”.

La nota conclude spiegando che: “In molte università italiane il progetto è già partito e ha già visto i primi tirocinanti partire per l’estero, non vorremmo che il Rettore Riccaboni utilizzi la pubblicità che deriva da questa iniziativa spacciata come propria per confondere le idee degli studenti.

Inoltre sia Paternoster che Sessa spingono il discorso su una direzione da non sottovalutare, continuano la nota dicendo:” l’Ateneo senese versa ancora in condizioni economiche critiche e che se non fosse, come in questo caso, per i fondi esterni che per fortuna ancora continuano ad arrivare, agli studenti mancherebbero anche i servizi più elementari, altro che Erasmus Placement”.

Maria Teresa Violi

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