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16 gennaio 2012

L’associazione Nazionale Sclerosi Multipla (AISM) vs Prof. Zamboni (CCSVI)

L’AISM , l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla ha annunciato che non finanzierà il progetto “Brave Dreams” , la sperimentazione clinica guidata da Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara. (L’angiologo ferrarese ha ipotizzato un legame fra Sclerosi Multipla ed un restringimento dei vasi cerebrali operabile con un’angioplastica.)

Il metedo Zamboni avrebbe potuto risolvere i problemi dei pazienti affetti da insufficienza cerebrospinale venosa (CCSVI) e sclerosi multipla.

Il 22 dicembre 2011, il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna si espresse infatti all‘unanimita’ in un ordine del giorno che impegnava la Giunta a confermare la copertura economica per lo studio Brave Dreams coordinato dallo stesso Zamboni, e di farlo partire appunto entro 3 mesi.

Dopo due anni di attesa l’AISM nega il finanziamento per la ricerca del Professor Zamboni. L’associazione nazionale Sclerosi Multipla dichiara : “Il comitato scientifico ha ritenuto che finanziare uno studio clinico randomizzato in un gran numero di soggetti sarebbe al momento prematuro, almeno sino a quando non si abbia una forte evidenza di un’associazione causale tra CCSVI e sclerosi multipla, o non siano disponibili dati convincenti, provenienti da studi di fase 2, riguardo un effetto benefico del trattamento di venoplastica”.

Non c’è evidenza scientifica sul nesso causale tra CCSVI e SM , (Sclerosi Multipla), tale da giustificare uno studio interventistico. – continua l’AISMNon è giustificato condurre una sperimentazione clinica su un gran numero di persone senza aver condotto preliminarmente, come da prassi scientifica, sperimentazioni con un numero più limitato di soggetti; non è giustificato sottoporre un gran numero di persone ai possibili rischi di esposizione alle radiazioni di procedure invasive come la flebografia o al rischio di altri eventi avversi legati al trattamento di venoplastica”.

Uno studio preliminare sull’efficacia del trattamento mediante angioplastica dilatativa era stato effettuato più di due anni fa su 65 pazienti, operati a Ferrara. Inoltre c’è da dire che numerosi sono i neurologi che non credono che la CCSVI possa essere causa della sclerosi . Ma sono molti anche i chirurghi vascolari, che in strutture private, già offrono l’intervento. Tante furono anche le polemiche sollevate dal Prof. Zamboni ai microfoni di Report ( 4 Dic 2001), accusando il Prof. Giancarlo Comi di “ pesanti conflitti di interessi“e di una vera e propria mercanzia del malato che accresce solo i profitti delle multinazionali del farmaco.

Ci sono voluti due anni per elaborare il progetto di ricerca – ha commentato seccamente l’associazione di pazienti Associazione CCSVI nella SM Onlus, in una nota sul proprio sito web – l’AISM ha concorso al suo gruppo di studio e alla stesura del suo protocollo, promesso ripetutamente il proprio sostegno economico, promosso campagne di marketing mirate al suo finanziamento, raccolto soldi da malati e donatori in occasione dei vari eventi di raccolta fondi susseguitesi in questo lungo periodo. Per poi concludere con una valutazione negativa che lascia delusi e carichi di rabbia i malati che nel sostegno di AISM ancora credevano”.

Aggiungono ancora le associazioni : “Il numero ( 65 pazienti) sembrava a tutti statisticamente poco significativo, tanto che da più parti si chiedevano conferme scientifiche reali, che si sarebbero potute ottenere solo dopo la verifica degli stessi esiti su un numero elevato di pazienti”, ha dichiarato l’Onlus. Se non si finanziano studi interventistici, come sarà mai possibile dimostrare il nesso causale tra CCSVI e SM? Inoltre, non era lo studio preliminare sui 65 di oltre due anni fa una sperimentazione, ‘come da prassi scientifica, con un numero più limitato di soggetti ?

Emilio Pantuliano

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