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15 marzo 2012

Moebius e Napoli: la città partenopea ritratta dal celebre disegnatore

Moebius
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Ecco chi è Moebius: l’artista del fumetto e il suo legame con Napoli.

Jean Girard, in arte Moebius, è scomparso  a Parigi sabato scorso, lasciandoci orfani del suo estro geniale.

Un disegnatore come pochi, un vero artista dei fumetti, capace di rendere nelle sue tavole spettacolari visioni di mondi fantascientifici, oppure capolavori di realtà  quotidiane e di struggente poesia come quelle in cui Napoli è palpitante  protagonista delle sue strisce.

Un artista e soprattutto un uomo eccezionale che quest’anno Napoli-Comicon vuole ricordare omaggiandolo con un manifesto a lui dedicato proprio in concomitanza con l’edizione 2012 del salone internazionale del fumetto

Moebius e l’arte del fumento: i suoi quadri e l’arte di Napoli

Di origini transalpine, Moebius è stato uno dei più grandi e rivoluzionari artisti del XX secolo. Bastava un semplice tratto di matita a rendere unico un suo disegno.  Già  all’età di 18 anni, quando ancora frequentava la scuole di arti applicate pubblicò il suo primo fumetto. Successivamente con la creazione del suo personaggio più famoso –Blueberry- insieme allo sceneggiatore  JeanMichel Charlier diede vita a una saga western di enorme successo.  Ma è a partire dal 1974 che operò una vera e propria rivoluzione nel modo di disegnare fumetti: mediante il capovolgimento dello schema classico delle sceneggiature unito a uno stile onirico e visionario, come nel suo “Garage ermetico” e “Arzach” dettò un nuovo modo di fare fumetti, addirittura ritenendo superfluo l’uso della parola scritta. Improvvisamente di lui e della sua arte si accorse il mondo del cinema: da Fellini  a Ridley Scott e Luc Besson, sono molti i cineasti che dalle sue opere si sono sentiti ispirati, in particolar modo le pellicole di fantascienza prodotte a cavallo tra gli anni’70 e ’80. Lo stesso fumettista contribuì alla produzione di numerosi film di fantascienza, tra i quali ricordiamo “Alien“, “Dune” e “Il quinto elemento“.

Moebius e Napoli: un legame artistico e non solo

Spesso è venuto in visita a Napoli – soprattutto in occasione dell’evento targato Napoli Comicon – città che ha amato e ritratto più volte nelle sue tavole. Tra le sue opere ricordiamo le brevi storie di “Vedere Napoli“(1988) e “Muori e poi vedi Napoli” (2000). Il golfo partenopeo è ritratto con semplici e stilizzati tratti, dove il colore regna sovrano, con toni accesi che rendono quasi tattile il disegno: sullo sfondo c’è il Vesuvio di forma quasi triangolare, mentre un volo di candidi gabbiani ingentilisce l’azzurro infinito del cielo e del mare. Soltanto uno sguardo innamorato come quello del fumettista poteva trasferire nel migliore dei modi su carta l’immagine della capoluogo  partenopeo – una città autentica e moderna  allo stesso tempo proiettata verso un futuro fantascientifico.

Napoli Comicon ricorda Moebius

Era il 2007 quando partecipò in qualità di ospite alla nona edizione del salone internazionale del fumetto, anno dedicato alla fantascienza e al blu. tale occasione segnò un sodalizio destinato a durare nel corso degli anni, alimentato da incontri speciali non solo a Napoli ma anche in altre città d’Italia e in compagnia di altri celebri colleghi come Alejandro Jodorowsky e Milo Manara. Un artista e soprattutto un uomo eccezionale che quest’anno NapoliComicon vuole ricordare omaggiandolo con un manifesto a lui dedicato proprio in concomitanza con l’edizione 2012 del salone internazionale del fumetto: l’originale progetto grafico prevede una macchina da scrivere in primo piano, dalla quale spunta una tavola a fumetti – una tavola che rievoca il leggendario protagonista del suo fumetto L’Incal, ovvero  John Difool.

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