• Google+
  • Commenta
9 marzo 2012

Scie chimiche: ipotesi di complotto per il controllo del clima?

Capita spesso di alzare lo sguardo al cielo e scorgere disegni lineiformi. Si tratta perlopiù di tracce che ci dicono del passaggio di qualche velivolo, o, almeno questo siamo solitamente portati a pensare.

Parliamo, infatti, in genere di meri prodotti di condensazione che si possono ricondurre facilmente a banali reazioni chimiche da combustione, che si producono al rapido raffreddarsi nel cielo dei gas di scarico degli aeromobili.  Ma è sempre vero? Quei disegni che scorgiamo nel cielo, cosi lineari e candidi, possiamo essere certi che siano sempre da ricondurre al passaggio rapido di un velivolo nel cielo e che siano solo innocenti e banali fumi di scarico? In effetti,  esistono delle scie che, date le notizie trapelate da più parti del mondo,  è ipotizzabile credere abbiano un’origine differente e non così “banale”.

Si parla, infatti, di “scie chimiche”. Ma cosa caratterizza queste scie chimiche? Si tratta di agenti biologici che vengono sparsi  da apparecchiature installate su aerei e che sono caratterizzate da una certo grado di persistenza e da un loro espandersi rapido a vista d’occhio, mentre in realtà dovrebbero avere un comportamento esattamente opposto e, quindi, tendere a restringersi. Altra stranezza che desta non poca perplessità: rispetto alle normali scie di condensazione, che nel giro di qualche minuto svaniscono, le scie chimiche, invece, si sviluppano inizialmente in linee sottili per poi estendersi, fino ad andare a formare delle vere e proprie nuvole chimiche, che persistono nei cieli per molto tempo.

Si pensa ad un presunto miscuglio chimico di bario, alluminio, silicio ed  altre sostanze  di cui il cielo sarebbe pregno: sarebbe questo stesso mix  a creare un “strano” strato elettro-conduttivo. Formazioni regolari di queste linee che tracciano griglie e che si incrociano.

Una cosa a dir poco anomala, così “singolare” che in molti si sono pronunciati addirittura puntando il dito contro i “Grandi” del pianeta che starebbero ordendo un vero e proprio complotto internazionale avente come obiettivo il controllo del clima della terra.  Non ci sarebbe poi neanche tanto da meravigliarsi, dato che, avere la possibilità di decidere il tempo terrestre,  è sempre stato uno dei desideri dell’uomo.

Tanti sono gli studiosi che avanzano questa ipotesi di una cospirazione internazionale. Nasce spontaneo chiedersi, ma perché si dovrebbe complottare in tal senso? Perché il controllo del tempo e del clima è così importante per le grandi potenze della terra? Qualcosa del genere, queste scie chimiche per esempio, potrebbero produrre dei vantaggi e aiutare l’umanità a vivere meglio? Ma, soprattutto, proviamo a pensare per un istante a quali effetti potrebbero esserci se  uno strumento del genere venisse usato in modo errato e per fini non di interesse umano e sociale. Esasperare climaticamente una zona geografica potrebbe significare anche il crollo di un’economia e della sua stessa popolazione. Per questo, sembra quasi possibile e negativamente “normale” che si possa pensare all’ipotesi di sfruttare tale sistema. Dopotutto, potrebbe essere una nuova arma in una guerra che si potrebbe combattere comodamente da seduti.

Lo strumento per attuare il controllo climatico è una realtà di fatto: esiste davvero. Denominato HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program), il progetto ha previsto delle installazioni in Alaska, Stati Uniti, Russia e altri stati del globo. HAARP pare sia capace di inviare onde radio nella ionosfera (uno strato dell’atmosfera), riscaldandola a tal punto da creare delle perturbazioni.

Il programma HAARP è stato utilizzato per vari scopi. Con una certa potenza delle onde elettromagnetiche si può contribuite ad “innalzare” la ionosfera, per poi farla “cadere”: tale processo oggi permette di individuare, attraverso la frequenza di risposta prodotta, la presenza di giacimenti nel sottosuolo. Ma questi impianti sono in grado di inviare onde ad altissima potenza, che possono creare non solo perturbazioni, ma un vero e proprio cambiamento magnetico tale da riuscire a provocare un terremoto… è proprio questo che temono e contestano i sostenitori della teoria del  complotto!

Si dice che lo stesso terremoto in Giappone (2011) fosse in realtà previsto già una settimana prima che si verificasse da chi aveva esaminato l’attività HAARP. Altra affascinante stranezza: la propagazione delle onde all’interno della ionosfera, crea delle nuvole colorate del tutto simili all’aurora boreale. Questi effetti sono stati notati e filmati esattamente nella zona del terremoto giapponese,  poco prima che si verificasse!

Si parla, tra le tante, anche di possibili minacce, che sarebbero state fatte da un gruppo segreto del governo americano allo stesso Giappone perché cedesse il suo controllo economico agli Stati Uniti. Correlazioni che ovviamente non hanno conferma e su cui non esistono prove.

Ipotesi difficili da credere, ma non così impossibili. Le tecnologie militari sono così sofisticate e il più delle volte occultate, nonostante la trasparenza e l’accessibilità alle informazioni del progetto HAARP grazie alla loro diffusione sui siti governativi. E’ chiaro che gli interessi in ballo sarebbero troppo alti perché si  facciano trapelare informazioni e che si arrivino a scoprire le potenzialità “negative” dello stesso controllo climatico. Ma se tutto questo fosse vero, allora l’unica fine del mondo che ci sarebbe da aspettarsi, sarebbe solo quella causata dall’uomo stesso.

 

Google+
© Riproduzione Riservata