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11 Maggio 2012

L’emozionante presentazione alla Feltrinelli di Napoli di “Inutili fuochi”, l’ultimo romanzo di Raffaella R. Ferré

Martedì scorso nello spazio eventi della libreria  Feltrinelli di Napoli in via Ponte di Tappia la scrittrice campana Raffaella R. Ferré ha presentato al pubblico partenopeo il suo terzo romanzo, intitolato “Inutili fuochi“. Nel salottino della storica libreria napoletana gremito fino all’inverosimile, un’attenta platea di lettori ormai affezionati all’autrice di  Santa precaria ha seguito con interesse il dibattito sul romanzo scaturito dal tandem di letture di brevi ma significativi passaggi tratti dal libro incrociate con le argute osservazioni sul tema trattato dalla Ferré – ossia l’estate del 2010 raccontata attraverso le vicende corali di un gruppo di protagonisti in vacanza in un villaggio turistico, vacanza  che stenta a trovare la sua dimensione tanto a lungo immaginata e agognata.

LA PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO ROMANZO DI RAFFAELLA R. FERRÉ ALLA FELTRINELLI DI NAPOLI. Edito nel mese di marzo 2012 dalla casa editrice indipendente “66th and 2nd”, il nuovo romanzo della scrittrice di origini ebolitane Raffaella R. Ferrè si intitola “Inutili fuochi” ed è stato calorosamente accolto nello spazio eventi della libreria Feltrinelli al Ponte di Tappia. Un’atmosfera solare, quieta e coinvolgente, come raramente accade, ha accompagnato per circa un’ora lettori ad approfondire la conoscenza con la giovane autrice, mediante il supporto introduttivo di Marco Ciriello e Francesco De Core, unitamente alle letture di brevi passaggi del romanzo da parte di Carmine Borrino. Un piacere al cuore vedere la saletta della libreria piena come un uovo, con nemmeno un posto libero a sedere, e perfino i gradini delle scale occupati da lettori incuriositi e interessati.  L’impressione che è stata sapientemente regalata a tutti i presenti alla fine dell’incontro è paragonabile a quella di una riunione tra vecchi amici, come un sodalizio di menti giovani e fresche, tutte piacevolmente tese e concentrate nel comprendere il lato emotivo ed interiore dell’ultima fatica letteraria della Ferré.

LA TRAMA DI “INUTILI FUOCHI”,  DOVE SPAZIO E TEMPO DELLA VACANZA ESTIVA SI INTRECCIANO CON I MONOLOGHI DEI VARI PROTAGONISTI E ALLO SVOLGERSI DELLE LORO AZIONI. è tutta concentrata nell’arco di un assolato pomeriggio agostano, la narrazione di questi “Inutili fuochi” in cui in un villaggio turistico da cartolina, i vari personaggi scaturiti dalla penna della Ferrè vagano alla ricerca di un’affermazione sociale, un riscatto, una passione, il tramite di un amore, di un riconoscimento personale. Tutti alla ricerca di quel momento che li faccia sentire vivi, accettati, sfiorati dall’universo, prima di ripiombare nella loro stessa solitudine. perchè all’interno dei monologhi dei protagonisti vibra costante quella fragilità interiore, quell’incertezza che li rende tutti reticenti all’abbandono completo, impauriti di quello che il domani ha in serbo per loro. e così leggiamo, pagina dopo pagina le vicende di Carlos e Ricardo, di Andrea e Marta, di Lia e La Bestia e per finire di Claudia  e Luisa, raccontate e come inscatolate nella fiamma di un meriggio d’agosto, nell’incertezza di un tempo e di una stagione, quella della giovinezza, così fugace e così eterna. Un racconto vero, corale e variegato, dove sono condensati  strati di emozioni che tutti abbiamo provato, uomini o donne, genitori o figli, innamorati o amanti. e proprio per questo tutti noi possiamo rispecchiarci nello sguardo e negli affanni dei protagonisti del romanzo “Inutili fuochi“.

UN BREVE PROFILO BIOGRAFICO E LETTERARIO DI RAFFAELLA FERRÉ . Scrittrice giovane e talentuosa, classe 1983, di orgini ebolitane ma trapiantata a Napoli, la Ferré è giunta con la pubblicazione marzolina di “Inutili fuochi” al suo terzo romanzo. L’esordio letterario risale al 2008, con Santa Precaria, il romanzo che la fece conoscere al pubblico italiano, cui fece seguito nel 2011 “La mia banda suona il porn” insieme a una serie di racconti pubblicati in varie antologie nazionali e sul suo blog personale, estremamente curato piacevole da leggere, vivace nella ricchezza dei suoi spunti stilistici. il salto di qualità narrativo nel terzo romanzo della Ferrè è da focalizzare nella audace scelta narrativa caratterizzata dalla sperimentazione: una serie di monologhi e flussi di coscienza tra loro concatenati, che conducono il lettore pagina dopo pagina verso il loro finale personale: corpi che tradiscono amano e colpiscono, rifiutano e sono rifiutati, nel solleone agostano dove l’incertezza delle loro vite regna incontrastata. Scritto in appena due mesi, in casa di un amico, l’ultima opera di Raffaella Ferrè è la viva e vibrante testimonianza della narrativa italiana declinata al femminile, soprattutto una briosa testimonianza che ha salde e orgogliose radici campane e che tanto mancava al nostro panorama letterario più recente.

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