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11 settembre 2012

Tacheles addio: chiude uno dei simboli della Berlino underground

Già alcuni mesi fa ci avevano provato: il 23 marzo scorso aveva chiuso i battenti, per poi riaprirli qualche giorno dopo, la Kunsthaus Tacheles, il più celebre centro sociale e culturale di Berlino, che da 22 anni ospita studi di giovani artisti, mostre temporanee di livello internazionale, sala concerti, cinema e teatro.

Adesso questo simbolo della rinascita artistica della città, un gigantesco laboratorio creativo di quattro piani che ha visto transitare centinaia di artisti ed è stato per anni uno dei luoghi più visitati della capitale tedesca, ha chiuso i battenti. E questa volta per sempre.

Il tacheles era nato nel 1990, un anno dopo la caduta del muro di Berlino, grazie a un gruppo di artisti che si opponevano all’abbattimento di questo storico edificio nel centralissimo quartiere Mitte, ed era diventato uno degli art squat più vivaci d’Europa grazie all’affitto degli atelier a una cifra irrisoria. Nel 1998 un gruppo di investimento aveva acquistato l’immobile attraverso una banca mantenendo per alcuni anni l’affitto agevolato, ma nel 2008 il contratto era scaduto aprendo una lunga guerra giudiziaria finita con lo sgombero forzato pochi giorni fa.

A nulla sono valse le 200.000 firme raccolte per impedire la chiusura, e la lettera aperta in cui gli artisti del Tacheles chiedevano le dimissioni del Sindaco è rimasta inascoltata: “le chiavi che Le consegniamo sono il simbolo del conto che la città deve ora pagare a causa della Sua tanto spicciola politica culturale. Nella Sua posizione e per quello che il Tacheles rappresenta da anni anche a livello nazionale, proteggerci sarebbe stato facile(fonte: www.anordestdiche.com).

La politica non è intervenuta (il segretario alla Cultura André Schmitz ha dichiarato «Il Tacheles non può essere salvato. Dobbiamo accettare che si tratta di controversie tra privati», fonte www.linkiesta.it) e la kunsthaus più celebre della Berlino underground è stata travolta dagli interessi economici. L’edificio verrà probabilmente abbattutto e al suo posto dovrebbe aprire un albergo. Un inno al denaro sulle ceneri di un monumento alla libertà dell’arte.

Foto www.wikipedia.it

 

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