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Start cup. Novità e come partecipare a Start cup 2013

Redazione Controcampus 13 Maggio 2013

Università degli Studi di UDINE - Al via l’edizione 2013 anche con Friuli Innovazione.

Start cup festeggia i suoi primi dieci anni

Un migliaio di partecipanti, oltre 300 progetti presentati e 15 nuove imprese per la competizione che diffonde la cultura dell’innovazione

Iscrizioni aperte dal 15 maggio. Quest’anno saranno quattro le aree dei progetti: Life Scienze, Ict-Social Innovation, Agrifood-Cleantech e Industrial

Start Cup, la competizione imprenditoriale tra idee innovative, promossa dal 2003 dall’Università di Udine e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e di Pordenone, festeggia i suoi primi dieci anni. L’edizione 2013 di Start Cup Fvg, che organizzata insieme all’ateneo giuliano e alla Scuola superiore di studi avanzati di Trieste (Sissa), che sono sostenute dalla Fondazione Cr di Trieste, sarà così anche un’occasione di festa e di bilancio della competizione che si è posta l’obiettivo diffondere la cultura dell’innovazione all’interno del mondo accademico e del territorio e di tirare fuori dai cassetti le idee degli innovatori, mettendoli nella condizione di affrontare in modo adeguato la fase di start up di un’impresa, favorendo così la nascita di nuove imprese (spin off) e stimolando la ricerca e l’innovazione tecnologica per sostenere lo sviluppo economico della regione.

Un bilancio di successo. Nata nel 2003 per promuovere la sinergia fra impresa e ricerca universitaria, Start Cup ha portato l’Università di Udine ai vertici italiani, conquistando per tre anni il podio del Premio nazionale dell’Innovazione (primo posto nel 2003, nel 2004 e nel 2006, terzo posto nel 2005), per poi crescere e diventare una business plan competition biennale, coinvolgendo, a partire dal 2009, anche le altre due università del Friuli Venezia Giulia (Università di Trieste e Sissa) e, addirittura le scuole superiori, con la nascita di Start Cup Young nel 2010. In dieci anni Start Cup ha registrato quasi un migliaio di partecipanti, oltre 300 progetti presentati, 37 progetti sul podio. Circa 15 delle idee premiate sono diventate davvero delle imprese, la maggior parte come spin off universitari o imprese incubate nel Parco scientifico e tecnologico “Luigi Danieli”: da “Infofactory srl” che opera nel settore dell’informazione digitale e delle applicazioni web a “Tor Udine” che produce tessuti e organi in vitro, da “Biolalter srl” sulla ricerca e sviluppo di applicazioni industriali delle fibre vegetali e di macchine agricole dedicate alle colture non-food a “Eye Tech srl” sulla visione artificiale e delle sue applicazioni per la sicurezza e l’intelligenza d’ambiente. In qualche caso sono nate anche imprese non collegate all’ateneo, come il caso di “Sedicidodici srl”, nata dal progetto “Smart Clot” che ha vinto nel 2005 per l’idea di un’apparecchiatura innovativa anti trombosi con il Cro di Aviano.

“Start Cup è una delle storie di successo che hanno caratterizzato gli ultimi anni dell’ateneo friulano – sottolinea il rettore Cristiana Compagno – È un bilancio di grande soddisfazione per un progetto che ha avuto l’obiettivo di creare una nuova cultura negli atenei, di valorizzazione la ricerca applicata e contemporaneamente di servire il territorio attraverso l’innovazione rispondendo alla filosofia di un’università innovativa legata al territorio. Nel 2008 siamo stati pionieri – ha concluso Compagno – oggi con la crisi è necessario riparlare e rilanciare il trasferimento tecnologico, una forza innovatrice da rilanciare”. La competizione che ha avuto come partner, fin dall’inizio, la Fondazione Crup: “È con forte convinzione che riaffermiamo la volontà di sostenere Start Cup, poiché riconosce l’importanza di stimolare la ricerca e sostenere lo sviluppo economico dell’intera regione dando concretezza alle idee innovative che possono trasformarsi in imprese di successo – osserva il presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini – Il Premio rappresenta inoltre un modello di sinergia tra gli Atenei presenti sul Territorio (Università di Udine, Università di Trieste e Sissa), i professionisti locali, le imprese e un ente privato come la Fondazione Crup che, quando concorrono ad integrare le loro risorse, contribuiscono concretamente alla nascita di nuove realtà imprenditoriali.” Le università giuliane invece sono sostenute dalla Fondazione Cr di Trieste, diretta da Paolo Santangelo, che non ha voluto mancare alla presentazione dell’edizione 2013.

La sinergia regionale. Soddisfazione anche da parte dei rappresentanti dell’ateneo giuliano e della Scuola superiore di studi avanzati di Trieste, con cui dal 2009 l’università di Udine ha unito le forze  dando vita alla competizione regionale. “Start cup nella dimensione regionale acquisita negli ultimi anni dimostra come ci siano ampi spazi di collaborazione tra le università regionali non solo nei settori tradizionali della ricerca e della didattica ma anche nella cosiddetta “terza missione”, in cui le università diventano attori diretti dello sviluppo sociale del territorio” evidenzia Fabio Benedetti, delegato alla ricerca dell’università di Trieste. “Start Cup è un’iniziativa formidabile per accostare il mondo della ricerca e quello dell’impresa e la Sissa è fiera di partecipare insieme alle altre università del Friuli Venezia Giulia” sottolinea Gudo Martinelli, direttore della Sissa.

Le novità dell’edizione 2013. “La novità più importante di questa edizione sarà la collaborazione con Friuli innovazione, che gestisce il Parco scientifico e tecnologico – ha spiegato Manuela Croatto, project manager di Start Cup -, una sinergia che potenzierà la possibilità di attivare tra i giovani percorsi utili per costruire la cultura dell’innovazione e dell’autoimprenditorialità, non solo come prospettiva occupazionale, ma come approccio mentale quotidiano, come dimostra anche il fatto che molte scuole di tutta la regione seguono corsi di business plan tutto l’anno, dimostrando l’importanza dell’autovalutazione, per capire se la propria idea, il proprio sogno può stare in piedi”. Friuli Innovazione propone “Start Cup Udine Challenge Fvg”, ovvero un premio speciale che andrà al gruppo che saprà dare una soluzione innovazione ad un problema (oppure all’utilizzo di una tecnologia o all’impiego si un prodotto) proposto da un’impresa della regione. Il team vincitore riceverà un premio in servizi, come ha spiegato Elisa Micelli, responsabile dell’area “Fare Impresa” di Friuli Innovazione. Sono già due le imprese che hanno aderito al progetto: la “Eurotech”, che ha il suo punto di forza nella tencologia embedded, di Amaro e la “Snaidero”, leader nel settore delle cucine, di Majano. “C’è un mondo di problemi che necessita di pensatori innovativi – ha detto Micelli – e c’è un mondo di imprese che per stare sul mercato hanno bisogno di idee innovative. L’auspicio è che altre imprese si uniscano a queste due per proporre le sfide che ancora cercano una risposta”. Un’altra novità della competizione del 2013 sarà che i partecipanti, al momento dell’iscrizione, dovranno specificare il settore di appartenenza del proprio progetto, scegliendo fra quattro aree: Life Scienze, Ict-Social Innovation, Agrifood-Cleantech e Industrial. Sul podio saliranno i quattro progetti primi classificati per ogni settore.

Come e chi può partecipare. Aperta a tutto il personale che fa parte dell’università, agli studenti, a soggetti esterni, ai ragazzi delle scuole superiori, l’edizione 2013 della competizione premierà le migliori idee imprenditoriali elaborate sotto forma di business plan, alle quali verranno assegnati premi in denaro e in servizi avanzati qualificati. Ci si può iscrivere da mercoledì 15 maggio a venerdì 14 giugno attraverso il sito internet www.uniud.it/startcup. (per chi gravita sull’università di Trieste il sito è www.units.it/startcup). “La partecipazione è aperta a tutti e può essere sia individuale sia di gruppi (massimo cinque persone) – ha spiegato Giovanni Cristiano Piani, responsabile Start Cup Trieste – ma ogni persona può partecipare soltanto ad un gruppo e presentare non più di un progetto”.

Le tappe e i premi. Il concorso si articola in due finali, regionale e nazionale. Ai quattro vincitori di Start Cup FVG spetterà un premio di 5 mila euro. I vincitori di Start Cup Friuli Venezia Giulia, che verranno proclamati il prossimo 27 settembre in occasione della “Notte dei Ricercatori” a Udine, avranno la possibilità di partecipare alla fase finale del Premio Nazionale Innovazione (PNI), si svolgerà il 30 ottobre e il 31 ottobre a Genova in occasione del Festival della Scienza. Tra maggio e giugno saranno invece organizzati i corsi di formazione ai business plan che dovranno essere consegnati entro venerdì 12 luglio. Durante la “Notte degli Angeli”, che si terrà a Trieste nella seconda metà di luglio, saranno proclamati i partecipanti alla finale. Ci sarà tempo poi fino al 16 settembre per la consegna dei business plan definitivi. Premi speciali andranno agli studenti delle scuole superiori che parteciperanno.

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto