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18 settembre 2013

Parentopoli Università: raccomandazioni universitarie, il punto dei rettori

Parentopoli Università
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Fenomeno Parentopoli Università: cos’è e da dove nasce, quali sono le università con raccomandazioni e con maggior numero di legami di parentela.

Intervista ai rettori su fenomeno parentopoli università: quali sono gli atenei coinvolti dal malaffare della corruzione, nepotismo e raccomandazione.

La questione parentopoli università affonda le proprie radici storiche nella cultura del nepotismo: una degenerazione sociale ben nota sin dai tempi dell’Italia medievale e preunitaria.

Il nucleo nevralgico della diatriba su parentopoli università, in sostanza, alberga nell’esistenza di un connubio deleterio, e più o meno certificato, fra didattica ed omonimia universitarie.

Partiamo dai dati, dalle ricerche effettuate mediante un’analisi metodica e comparativa ed un confronto fra i dati Censis ed il tasso di omonimia nelle università.

In media, gli atenei italiani caratterizzati dal maggior numero di docenti dotati dello stesso cognome sarebbero al contempo quelli dotati di minore efficienza didattica e capacità produttiva.

I critici del nepotismo universitario, sostengono che gli atenei pubblici siano strumentalmente assoggettati alla smania di potere di un’elite di docenti. Clima capace di oscurare ed obnubilare il valore e le virtù professionali delle giovani leve. I ricercatori in stand bay che spesso, sono costretti ad espatriare a causa della carenza di opportunità lavorative. Dunque, se tali correnti di pensiero avessero ragione, le Università pubbliche italiane, infettate dal virus del nepotismo, sarebbero sul viale del tramonto. Cioè in procinto d’eclissarsi dinanzi al perdurante predominio di un gruppo di famiglie. Ma è davvero così? E cos’è parentopoli università oggi?

In realtà, prima di giungere a facili ed inutili generalizzazioni è il caso di porsi qualche interrogativo.

Il reale problema della parentopoli università, non è rappresentato dalla presenza di due docenti con le stesso cognome o con rapporti di coniugio in una stessa facoltà. Ma dall’esistenza di docenti, “parenti di”. Colleghi divenuti tali grazie a metodologie di selezione avulse da logiche meritocratiche. E’ questo, dunque, il problema.

E non avrebbe senso scagliarsi contro due docenti “omonimi” se alla base della loro assunzione non vi fossero reali, e non pregiudizievoli, inottemperanze regolamentari.

Parentopoli Università e raccomandazioni: il punti dei rettori Laforgia e Riccaboni

Prof. Riccaboni, qual è la Sua opinione in merito all’eterna questione delle sulla parentopoli e delle raccomandazioni universitarie?

“Ritengo che il merito sia fondamentale non solo per la giusta affermazione degli individui. Ma anche per garantire all’interno delle organizzazioni le necessarie competenze e capacità.”

“All’Università di Siena nel 2011 abbiamo varato un codice etico che mira a escludere le situazioni nelle quali si potrebbero creare conflitti d’interessi nei confronti dell’Ateneo stesso”.

Prof. Laforgia, cosa ne pensa dell’eterna questione della parentopoli università Italiana? 

“Parentopoli e nepotismo sono malattie italiane e l’Università ne è afflitta in percentuale corrispondente.”

Si può obiettare che l’Università non debba permettere  che parenti impreparati entrino e danneggino generazioni di studenti.”

“Ma se i parenti sono bravi non vedo alcuna problema al loro inserimento. A parità di opportunità con gli altri, senza alcun privilegio.”

“Esiste una sola regola da rispettare ciecamente. Nell’Università devono entrare solamente i migliori, senza eccezioni. Se si rispettasse questa regola, non vi sarebbero eccezioni ed equivoci e il sistema universitario potrebbe solo ricavarne vantaggio. Attualmente nel nostro Paese la raccomandazione ha un peso straordinario. Troppe cose funzionano male per questo. In posti strategici sono finite persone inadeguate e questo peggiora tutto il Paese. Danneggiando la nostra competitività internazionale. Ma questo dannoso fenomeno è nazionale non universitario.”

“Chi raggiunge obiettivi che non merita senza alcuno sforzo, poi pretende di salire sempre più in alto perché viene preso da delirio di onnipotenza. In questo modo lasciamo che l’ignoranza attiva non si vergogni più e occupi il nostro Paese pervadendolo nei gangli più delicati.”

“Il ruolo delle Università torna ad essere strategico. In questo momento e non c’è nulla di più stupido che denigrarle. Perché gli ignoranti vogliono nascondere le loro incapacità gridando in coro contro una istituzione che, invece, deve essere difesa ad ogni costo”.

Parentopoli e precariato universitario: una relazione dipendente?

“Il Sistema Universitario Italiano ha luci ed ombre. Luci: credo che si stia tentando di razionalizzare e semplificare il sistema universitario. Questo per dar vita, finalmente, ad una opportuna cultura e prassi della valutazione. Dove le due parole d’ordine fondamentali sono la sostenibilità ed il merito. Di ombre ne vedo essenzialmente tre, e tutte particolarmente gravi.”

“La prima è data da un eccesso di carte e burocrazia che non abbiamo mai avuto in passato. Quindi, la componente universitaria, mentre è chiamata ad incrementare la sua ricerca ed a sviluppare una vocazione internazionale. Tanto per la didattica, quanto per la ricerca. Passa molte ore al giorno a confrontarsi con quantità spaventose di burocrazia. La seconda ombra è rappresentata dai pochissimi fondi che noi abbiamo a disposizione.”

“Da questa seconda ombra deriva la terza. Simboleggiata dalla quasi totale mancanza di prospettive per i nostri giovani e meritevoli dottorandi e ricercatori. Molti nostri laureati e ricercatori sono autenticamente bravi.”

“Ciononostante, a causa della mancanza dei fondi, non possiamo trattenerli. Il precariato è frutto della crisi. La crisi, a mio parere, soprattutto di una classe politica e della sua mancanza progettuale. Tuttavia, noi abbiamo bisogno di certezze per governare il presente e costruire il futuro. Oggi queste certezze sono pressoché scarse o addirittura inesistenti. 

Antonio Migliorino

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