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Unimore sulla fatturazione elettronica e dematerializzazione

Redazione Controcampus 18 Febbraio 2014
R. C.
15/06/2021

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Fatturazione elettronica e dematerializzazione: nuovi modelli di relazione per imprese e pa: Workshop dell'Unimore Dall'obbligo della Fatturazione Elettronica verso la PA 1,6 miliardi di euro di risparmio per lo Stato e i fornitori.

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Fatturazione elettronica e dematerializzazione: nuovi modelli di relazione per imprese e pa: Workshop dell’Unimore

Dall’obbligo della Fatturazione Elettronica verso la PA 1,6 miliardi di euro di risparmio per lo Stato e i fornitori.

La digitalizzazione completa del ciclo del pagamento varrebbe 60 miliardi di euro. Digitalizzazione non significa puramente dematerializzare la carta, ma impostare una profonda revisione delle organizzazioni e del modo di lavorare alla luce delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie

L’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano organizza in collaborazione con l’Unimore il Workshop “Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione: nuovi modelli di relazione per imprese e PA”: occasione per presentare alle aziende e ai professionisti del territorio emiliano i risultati delle Ricerche dell’Osservatorio, che ormai da anni rappresenta il punto di riferimento per le organizzazioni – sia pubbliche sia private – che guardano con interesse alle opportunità di digitalizzazione dei processi a supporto del ciclo transazionale, tra cui vi è anche la Fatturazione Elettronica. L’evento è a partecipazione gratuita previa iscrizione online sul sito Osservatori.net oppure direttamente alla registrazione.

Il Workshop dell’Unimore si terrà martedì 18 febbraio 2014 a partire dalle ore 9:30 presso il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” in via Vignolese 905 a Unimore. L’evento Unimore si propone di fornire risposte concrete – supportate da testimonianze ed evidenze empiriche – alle principali domande che le organizzazioni incontrano lungo il proprio percorso verso la Digitalizzazione. La presentazione dei risultati – studiata per veicolare solidi contenuti attraverso un’importante caratterizzazione comunicativa – sarà accompagnata da interventi mirati, in grado di portare esperienza concreta dell’effettiva implementazione di progetti di Fatturazione Elettronica, Dematerializzazione dei documenti e Digitalizzazione dei processi di business in alcune realtà delle Province di Modena e Reggio Emilia. Esperienze da portare a modello per tutti coloro che si riconoscono nei dubbi di chi “vorrebbe fare, ma…”.

L’intervento di apertura da parte del Rettore dell’Unimore a Angelo O.e Andrisano e di Flavio Bonfatti, Coordinatore Scientifico del Laboratorio Softech-ICT, va letto nella ferma convinzione che queste nuove opportunità possano supportare le imprese nel recuperare competitività, a patto che la discussione si sposti a un livello più “alto” rispetto a quello più tecnico-operativo dove spesso attualmente si trova. A seguire ci saranno gli interventi di Paolo Catti – Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione – e di Irene Facchinetti – Senior Research Analyst dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione – che illustreranno i risultati delle Ricerche, accompagnati da Umberto Zanini – Dottore Commercialista, esperto tecnico-normativo dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione. A chiudere la giornata avremo gli interventi di Paolo Garuti, Direttore die progetti di innovazione di Liu-Jo, Salvatore Schito, Responsabile Logistica e Amministrazione Vendite di Grupo Calvo – Nostromo e Claudia Guerra, Responsabile ufficio Controllo di Gestione di CNA Modena, che porteranno le esperienze concrete dal territorio.

I risultati delle Ricerche dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione – Le Ricerche dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione delineano un quadro molto promettente sul potenziale di innovazione disponibile per imprese e organizzazioni pubbliche che – singolarmente o ancor meglio in un’ottica di sistema – vorranno muoversi con decisione verso una piena Digitalizzazione.

“La Digitalizzazione del Paese in tutti gli ambiti, dalla PA, alle imprese, ai cittadini, è lo strumento principale che abbiamo a disposizione per uscire dalla crisi” afferma Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano “Digitalizzazione non significa puramente dematerializzare la carta, ma impostare una profonda revisione delle organizzazioni e del modo di lavorare alla luce delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. La decisione verso il Digitale non è ulteriormente procrastinabile. Il percorso verso la Digitalizzazione nelle imprese deve essere sostenuto e stimolato dal Governo, in quanto può portare molteplici benefici al sistema economico”.

Coniugando le prospettive giuridico-fiscale e di business, emergono evidenti opportunità e strumenti (sia tecnici sia normativi) che consentono di muovere decisi verso la Digitalizzazione.

“Si tratta di un cammino in più tappe “logiche” – afferma Paolo Catti, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione – Rinunciare alla carta per archiviare le informazioni; organizzare le informazioni in basi di dati; gestire le informazioni non più attraverso il supporto statico dei documenti, bensì con flussi digitali di dati strutturati; identificare con sapienza tutti i “momenti” del processo che richiedono di cristallizzare informazioni in appositi archivi elettronici con valenza fiscale. Raggiungere ciascuna di queste tappe comporta l’introduzione di elementi d’innovazione diffusa: di carattere organizzativo, di riprogettazione dei processi e – soprattutto – di stampo “culturale”. Cambiamenti non banali, ma con ripercussioni positive in termini di maggiore efficienza, efficacia e competitività.

Anche il Legislatore ha ormai colto l’urgenza di muovere con decisione il Paese verso il Digitale: tra le principali innovazioni del quadro normativo, un ruolo “fondamentale” è rivestito dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto per l’obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA. “L’emanazione del decreto rappresenta un importante passo avanti per l’intero sistema economico nel senso dell’efficienza e della trasparenza – afferma Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di MilanoQuesto obbligo consente soprattutto di stimolare le imprese del nostro Paese, purtroppo da sempre poco avvezze, a cogliere le opportunità delle Information and Communication Technologies a dotarsi di soluzioni innovative basate sull’informatica a supporto dei processi di gestione del ciclo dell’ordine. Questo investimento porta notevoli benefici, non solo allo Stato, ma a tutte le organizzazioni, pubbliche o private che siano”.

I benefici della Fatturazione Elettronica per la singola organizzazione variano da circa 2-4 euro a fattura, se si parla di fatture non strutturate (quindi non direttamente elaborabili dai sistemi di chi le riceve), a circa 5-9 euro a fattura in caso di interscambio di flussi di dati strutturati (in formato direttamente elaborabile dai sistemi informativi aziendali). Ma i benefici maggiori possono essere conseguiti attraverso la completa Digitalizzazione del Ciclo dell’Ordine, che porta risparmi di costo compresi tra i 25 e 65 euro a ciclo per la singola organizzazione, cliente o fornitore

La Digitalizzazione del Ciclo dell’Ordine-Pagamento tra le imprese – Continua a crescere in Italia il numero di imprese che hanno intrapreso un percorso di Digitalizzazione del Ciclo Ordine-Pagamento. Un significativo numero è già oggi “culturalmente vicino” alla Fatturazione Elettronica e circa 60.000 imprese gestiscono almeno un documento del Ciclo dell’Ordine in formato elettronico. Tuttavia, le relazioni “mature” che consentono di ridurre in modo concreto il costo del ciclo sono ancora decisamente limitate e coinvolgono meno dello 0,5% delle imprese italiane (il 5% se misurato sulla totalità delle imprese con più di 10 addetti, PMI e Grandi imprese).

Oltre 3.800 imprese hanno portato in Conservazione Sostitutiva Fatture Attive e/o Passive riferite al 2011: prevalentemente le Fatture Attive (oltre il 90% dei casi) mentre è ancora limitata, seppur in aumento rispetto allo scorso anno, la diffusione della Conservazione Sostitutiva di quelle Passive. Si stimano, invece, oltre 100.000 imprese che hanno portato in Conservazione Sostitutiva i principali Libri e Registri contabili.

Nel 2012 circa 9.000 imprese (in crescita) utilizzano formati elettronici strutturati per scambiare con i propri clienti e/o fornitori tramite reti EDI i principali documenti del Ciclo Ordine-Pagamento, con 50 milioni di documenti scambiati in aumento del 22% rispetto al 2011.

Parlando di “Fatturazione Elettronica”, a seguito del recepimento della Direttiva IVA 2010/45/UE si stima che circa il 45%-50% delle imprese italiane adotti modelli di invio in modalità elettronica di almeno una parte delle Fatture emesse tramite EDI, Portale, Extranet ma anche tramite email o PEC. Questo tasso di penetrazione vede coinvolte oltre il 56% tra PMI e Grandi imprese (tra cui si sviluppa la gran parte degli scambi in formato elettronico strutturato, via EDI e/o Extranet o Portali B2b) e poco più del 45% di imprese con meno di 10 addetti, che spesso si limitano a inviare fatture in PDF o in formato “immagine” via email ai loro clienti.

La strada verso la Digitalizzazione: il caso dei Documenti di Trasporto – Le nuove regole tecniche sulla Firma Elettronica offrono nuove possibilità di Digitalizzazione, ad esempio dei Documenti di Trasporto, che oggi possono essere digitalizzati con garanzie anche superiori rispetto al processo tradizionale che fa ricorso a firme autografe su carta. Il potenziale di innovazione disponibile per imprese e organizzazioni pubbliche che – singolarmente o ancor meglio in un’ottica di sistema – vorranno muoversi con decisione verso una piena Digitalizzazione è molto promettente.

“Esempi concreti di progetti di Digitalizzazione si trovano in diversi ambiti – spiega Daniele Marazzi, Senior Advisor & Senior Research Analyst dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione – La gestione dei contratti di compravendita; la gestione dei fascicoli doganali; la gestione dei processi in cui è richiesta una firma come per le operazioni bancarie di sportello o la consegna delle merci accompagnate dai Documenti Di Trasporto. In particolare, la Dematerializzazione dei Documenti di Trasporto è un ambito in forte fermento, su cui si stanno muovendo svariate imprese, sia di grandi sia di piccole dimensioni, a prescindere dal loro “ruolo” nel processo di trasporto (committente, operatore di servizi logistici, …)”.

Nei modelli di Dematerializzazione unilaterale degli archivi i benefici conseguibili variano tra 1-2 euro a documento, lato attivo (DDT emessi), e tra 0,7 e 1,5 euro a documento, lato passivo (DDT ricevuti). Se poi i sistemi di scansione sono dotati di soluzioni “intelligenti” di Data Capturing si può arrivare fino a 3-4 euro a documento. Nei modelli di completa Dematerializzazione e Digitalizzazione dei processi, i benefici conseguibili per la coppia cliente-fornitore vanno da circa 15 euro a consegna fino a 25 euro a consegna, in funzione del contesto e della situazione di partenza.

La School of Management del Politecnico di Milano, con oltre 240 docenti, e circa 80 fra dottorandi e collaboratori alla ricerca, dal 2003 accoglie le attività di ricerca, formazione e alta consulenza, nei campi management, economia e industrial engineering. Fanno parte della Scuola il Dipartimento di Ingegneria Gestionale, le Lauree e il PhD Program di Ingegneria Gestionale e il MIP, la business school del Politecnico di Milano. Nel 2007 ha ricevuto l’accreditamento EQUIS e dal 2009 è nella classifica del Financial Times delle migliori Business School d’Europa.

Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano (Osservatori) vogliono offrire una fotografia accurata e continuamente aggiornata sugli impatti che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) hanno in Italia su imprese, pubbliche amministrazioni, filiere, mercati ecc.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto