Bonanni a Unisa: Usb, laurea ad dis honorem per Raffaele Bonanni

Redazione Controcampus 15 Giugno 2014

Lunedì 16 il conferimento della laurea ad honorem a Bonanni, ma le proteste non si placano.

USB perora la causa dei docenti Unisa e spiega il perché in un’esclusiva intervista

20 maggio 2014: la delibera del Senato Accademico, il nome é fatto. La scelta é conclusa. La laurea honoris causa é irrevocabilmente assegnata sulla carta. Il giorno è fissato.

Lunedì 16 giugno l’Università degli studi di Salerno, rappresentata per l’evento in pompa magna dal Magnifico Rettore, il Prof. Aurelio Tommasetti, riconoscerà onori e meriti al noto sindacalista Raffaele Bonanni. Classe ’49, abruzzese, dal 2006 segretario generale della CISL, felicemente spostato con una dirigente di Poste Italiane.

Bonanni a Unisa: la protesta e la petizione dei prof

Ma questa notizia non é piaciuta fin da subito, e tuttora, a soli due giorni dal tocco, continuano le polemiche sulla “necessità” di questa assegnazione di una Laurea ad Honorem a Raffaele Bonanni.

L’università degli studi spaccata in due, tra ribelli e sostenitori, sindacalisti divisi tra appoggi e proteste, il Magnifico che dall’alto del suo ruolo prova, con fatica, a placare gli animi e a provare a dare risposte a chi, ha visto in questa decisione del Senato Accademico qualcosa che ha tutti i tratti dello scandalo per il campus salernitano.

Nasce così la petizione Laurea honoris causa a Bonanni: non in mio nome” lanciata da oltre 160 docenti di diversi dipartimenti dell’università campana e che ad oggi ha raccolto ben 750 adesioni.

Per il gruppo di docenti in protesta é inammissibile questa decisione. Conferire una laurea ad honorem in Consulenza e Management Aziendale a Raffaele Bonanni, segretario generale della CISL, sa di follia.

Per i docenti dell’Unisa, stretti nella lotta contro questa decisione assurda, il conferimento della laurea a Raffaele Bonanni non è un’iniziativa opportuna da porre in essere da parte dell’Università di Salerno e con decisione spiegano il perché, soprattutto provando a far valere le proprie ragioni direttamente al cospetto del Magnifico Rettore.

Laurea honoris causa a Bonanni a Unisa

Laurea honoris causa a Bonanni a Unisa

Per il gruppo della petizione “Laurea honoris causa a Bonanni” le ragioni per il non conferimento di questo importante riconoscimento a Bonanni sono evidenti e piuttosto note nei più disparati ambienti.

Un curriculum piuttosto scarso in termini di meriti “scientifici” (in pubblicazioni) quello di Raffaele Bonanni e nessun impegno di rilevanza sociale o fonte di progresso per la comunità tutta (che in corner salvarebbe Bonanni) o azione che oggi giustificherebbe un titolo da conferire in maniera del tutto gratuita e illegittima.

Questa laurea altro non sancirebbe che l’inizio di una nuova stagione di rapporti sindacali. É dunque questa considerabile una buona e giusta causa per un riconoscimento così importante?

Immediata la reazione e soprattuto l’appoggio ai docenti da parte di Pietro Di Gennaro dell’esecutivo provinciale USB Salerno, che sottolinea l’impossibilità di non appoggiare la petizione per revocare la decisione del Senato Accademico di Salerno per il conferimento della laurea ad honorem in Consulenza e Management Aziendale a Raffaele Bonanni.

Bonanni a Unisa: intervento del sindacato USB

Perché USB ha deciso di appoggiare la petizione Laurea honoris causa a Bonanni: non in mio nome?

Pietro Di Gennaro

Pietro Di Gennaro

Perchè USB, i suoi dirigenti, delegati ed iscritti hanno coraggio”.

Ci vuole coraggio per schierarsi specie quando si osa sfidare il potere che non accetta il confronto e non dimostra rispetto per chi fa critica basata su dati oggettivi ed incontestabili. – dice Pietro Di Gennaro – 

Basta leggere la lettera che quei Professori hanno indirizzato al Rettore – Continua – e che poi è diventata una petizione online che in poche ore ha raccolto centinaia e centinaia di firme. Basta leggere le motivazioni che mettono in dubbio proprio quei requisiti scientifici alla base di una laurea ad honorem.”

“Quindi è naturale per USB sostenere una causa che in questo caso specifico non si può spazzare via con la forza della maggioranza. I dati scientifici e la scienza hanno bisogno di unanimità altrimenti si calpesta proprio una delle fondamenti che tengono in piedi la credibilità scientifica di una Università. Poi sappiamo bene che invece la politica è tutt’altro che scientifica e si basa sul consenso che purtroppo troppo spesso viene comprato e si muove trainato da interessi particolari. Questi Professori non pongono una questione politica ma prettamente scientifica. E’ naturale per USB sostenere questi Professori, la libertà, la coerenza e il rispetto di una Istituzione Pubblica che non deve mai avere nessun tipo di macchia o di ombra.”

Quali sono i principali demeriti di Bonanni?

“Per i lavoratori italiani, – commenta Di Gennaro –  gli ultimi decenni sono stati disastrosi dal punto di vista del salario e dell’occupazione. Per non parlare della precarizzazione o della condizione disperata in cui versano i giovani. Lui come leader sindacale ha firmato tutti gli accordi che costituiscono l’architrave di questi disastri, permettendo alla politica di cancellare diritti e conquiste fatte con il sangue e il sudore dei lavoratori in decenni di durissime battaglie nel secolo scorso. Quindi lo scandalo sarebbe stato dargli una laurea come sindacalista. Per le aziende invece questi demeriti si trasformano in grandi meriti perchè ormai la condizione reale dei lavoratori italiani è tornata ai livelli degli anni ’50, anzi ci sono situazioni ottocentesche se, per esempio guardiamo la condizione dei contadini senza terra e magari clandestini. Gli economisti sanno bene quanto capitale (come salario diretto, indiretto e differito) negli ultimi decenni si è spostato dalla classe dei lavoratori a quella dei ricchi imprenditori. Possiamo dire, che per noi, quel tipo di laurea, consulenza e management aziendale, è un offesa per un sindacalista perchè dimostra che si riceve un riconoscimento dalla controparte e non dai lavoratori che si pretenderebbe di rappresentare”.

Rappresenta uno smacco per l’ateneo questa laurea honoris causa?

“Peggio. Non è solo un fatto di immagine. Le ragioni dei Professori che si oppongono, mettono in discussione le ragioni per le quali l’Università deve essere una Istituzione Pubblica di eccellenza.”

Quali risultati avranno il vostro appoggio e la petizione stessa? Potrà cambiare qualcosa?

“Non crediamo che il nostro appoggio e la petizione stessa possano fermare la cerimonia. Sicuramente però, lo scontro ha limato di molto lo spessore di questo titolo che non è più un riconoscimento scientifico, non c’è unanimità di valutazione. Per tanto, è già cambiato tutto. Con un pò di tempo in più, raccogliendo un’opposizione nazionale, siamo sicuri che le ragioni del dissenso sarebbero state tali da far ricredere il Rettore. Comunque, una rivalutazione della pratica Bonanni, a Salerno sarà sempre possibile. Come abbiamo scritto in un nostro comunicato, sono la storia e i posteri a stabilire la verità e, soprattutto, il valore delle persone e delle loro azioni, soprattutto se ministri della Repubblica italiana.” – Fa sapere Pietro Di Gennaro da Usb –

Rettore Unisa Tommasetti

Rettore Unisa Tommasetti

“Nel frattempo il Magnifico Rettore Tommasetti, stretto tra troppi fuochi, così dichiara:

“Rispetto tutte le opinioni ma la procedura è stata la più ampia e trasparente: sia in dipartimento che in Senato accademico si è registrato solo un voto contrario”.

“Per la nostra comunità il rapporto con il ministro è molto importante. Specialmente se può aiutare le nostre giuste rivendicazioni. A cominciare dalla mancanza di scuole di specializzazione che rendono monca la nostra facoltà di medicina”.

“Anche gli studenti in senso al Senato Accademico non mancheranno all’appello con le loro dichiarazioni, ma il loro dissenso si dimostrerà diverso, perché nei confronti della modalità di protesta posta in essere: “Riteniamo inopportune le posizioni e i modi di espressione del dissenso, al di fuori del sistema democratico di governance del nostro Ateneo. Riteniamo, a nostro avviso, l’attenzione del Ministro dell’Università e della Ricerca come momento di crescita della nostra Comunità, inizio di un cammino che non può essere intrapreso senza la coesione generale di tutte le componenti“.

“Nonostante l’incontro pseudo chiarificatore tra i docenti dell’università degli studi firmatari della petizione e i Magnifico Rettore, l’insoddisfazione nei cuori degli stessi, rimane e resta l’idea che si tratti “… di una scelta troppo “di parte”, che legittima una specifica visione della società, che però non è necessariamente condivisa da tutti. E questo a fronte di un’attività scientifica non rilevante. Cioè una laurea honoris causa si conferisce o a chi ha eclatanti meriti scientifici (e non è il caso) o ad artisti universalmente noti o a persone che hanno dato un contributo alla società UNANIMEMENTE RICONOSCIUTO. Qui non c’è nessuno di questi requisiti“.

Pasqualina Scalea

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto