Anita Nair: libri, biografia e vita in India, ecco chi è Anita Nair

Redazione Controcampus 26 Agosto 2014

"Da quando ho pubblicato il mio romanzo “Come lacrime nella pioggia”, ambientato principalmente in India, ho scoperto numerose verità nascoste di quella nazione.

Quando parliamo dell’India non parliamo soltanto di fascino e mistero, ma parliamo anche di violenza sulle donne, infanticidio, feticidio femminile, aborti selettivi, omicidi per dote e mortalità materna.

Oggi a parlare è Anita Nair scrittrice di vari best seller internazionali che ho avuto la meravigliosa occasione d’intervistare.

Anita Nair condivide con noi vari episodi della sua infanzia e i suoi pensieri sull’India, ma non solo.

Anita Nair ci parla anche della sua ultima fatica, il suo nuovo libro dal titolo Il custode della luce, che presto la porterà in Italia per un tour promozionale. Un’ottima occasione per incontrare di persona un’autrice da rispettare, che ha molte cose da dire.

La scrittrice Anita Nair

Grazie per essere qui Anita, è un vero piacere per me intervistarti. Hai scritto numerosi libri interessanti, come i best sellers Cuccetta per signora e Un uomo migliore, tradotti in più di 30 lingue. Che cosa puoi svelarci del tuo ultimo libro, Il custode della luce?

“Si tratta di un romanzo storico ambientato nel Kerala medievale, e si differenzia molto dai miei libri precedenti.

Siamo nel 1949. Idris, un commerciante somalo, si trova a Malabar in occasione dei festeggiamenti in onore dello zamorin. Ovunque egli vada, il suo occhio di gioiello evoca un senso di meraviglia e incredulità. Un giorno, casualmente, Idris incontra Kandavar, un ragazzino di nove anni, e capisce che è suo figlio, nato proprio in queste terre da un misterioso appuntamento a mezzanotte.

Desideroso di rimanere al fianco del figlio il più possibile, Idris si unisce alla famiglia Nair, il cui proprietario della casa è lo zio di Kandavar.

Idris vuole fare qualcosa per il figlio, così prende una decisione cruciale: distrarlo dal diventare uno Chaver, un guerriero la cui unica ambizione è quella di assassinare lo zamorin, in una tradizione le cui origini si sono perse nel tempo.

Nel tentativo di scongiurare l’inevitabile, Iris s’imbarca con il figlio in un viaggio che li porterà da Malabar a Ceylon, e dal Thoothukudi alle miniere di diamante del Golconda, dove incontra la regina Thilothamma, una persona solitaria come lui.

Riusciranno le miniere a ricompensare Idris? E riuscirà Idris a lasciare il suo amore per tornare nelle terre di suo figlio, dove ad attenderlo c’è solo un futuro incerto?

Dovete leggere il romanzo per scoprire che cosa succederà dopo J… ma lasciatemi dire che al fianco di questa storia ricca di avventura e passione, Il custode della luce vi immergerà nello stile di vita e nel fascino del diciassettesimo secolo.”

Da dove nascel’ispirazione di Anita Nair?

“La storia de Il custode della luce è inspirata a una ballata folkloristica del Kerala, che parla della vita di Kandavar nel 1683, un uomo che andò a combattere senza paura perché sull’oroscopo aveva letto che sarebbe morto in una data più lontana. Questa è stato lo spunto per il mio romanzo, il resto l’ho deciso strada facendo. La cosa più importante che ho imparato di questo periodo storico riguarda la storia del Sud dell’India, quando la popolazione non era ancora stata influenzata da tutto ciò che è occidentale.

Ho fatto numerosi appunti, decidendo passo per passo cosa avrei incluso nel mio romanzo e cosa no. In pratica scrivere Il custode della luce è stato un viaggio più per me che per il personaggio di Idris.

Sembrava che fare appunti e ricerche non avesse mai fine, tanto che mi chiedevo se avrei mai cominciato a scrivere questo libro. Voglio fare una menzione speciale per il personaggio di Idris (in inglese, il titolo del libro include il nome del protagonista; “Idris: Keeper of the Light”).

All’inizio dei miei appunti in Il custode della luce c’era un personaggio come Idris, ma non aveva un ruolo di rilievo. Tuttavia quando ho ideato questo uomo nero con un occhio blu e un occhio con un gioiello d’oro la sua presenza si è rivelata così travolgente che ho stravolto tutti i miei appunti.”

Anita Nair è l’unica autrice indiana riconosciuta internazionalmente. Tutta questa attenzione come ti fa sentire?

“Ha cambiato totalmente la mia vita. Adesso le persone mi riconoscono per la strada, anche nei luoghi più assurdi. Quello che dico è sempre commentato dai giornalisti, sono invitata a prendere parte a manifestazioni importanti, seminari, eventi ecc… Inoltre, ricevo moltissime lettere dai miei lettori. Viaggio in luoghi in cui credevo non avrei messo piede. Sicuramente adesso ho molti comfort, ma dall’altro lato ho anche poco tempo per me stessa.

Comunque sia, cerco di continuare a fare le cose che facevo prima di diventare “famosa”. Cucino, pulisco, faccio shopping, passo il tempo con la mia famiglia, rido, piango, mi preoccupo…”

Pensi mai che il fatto che sei una donna abbia aiutato/danneggiato il tuo successo come autrice?

Tutti quanti siamo a conoscenza delle ultime ondate di violenza provenienti dall’India. Perché pensi che l’India sia definito uno dei peggiori Paesi in cui nascere donna?

“Sicuramente è molto difficile analizzare che cosa accade giornalmente in India e parlare della violenza sulle donne, ma le ragioni per cui queste violenze esistono sono numerose: il risentimento verso l’indipendenza delle donne, reazioni brutali e repressioni sessuali derivate da un comportamento complesso.

Fortunatamente però ogni giorno sempre più donne segnalano casi di violenza che invece negli anni passati sarebbero rimasti nascosti e non avrebbero mai catturato l’attenzione dei giornalisti.”

 Com’è stato crescere in India per Anita Nair?

“Sono stata fortunata, perché la mia famiglia mi ha sempre amata e si è sempre presa cura di me. Facevo tutto quello che le mie coetanee occidentali potevano fare. Con una sola differenza. Nonostante avessi tutta la libertà di cui avevo bisogno, dovevo anche ricordarmi che come ragazza, e poi donna, avrei dovuto adempiere ai miei doveri femminili, avrei dovuto pensare alla mia famiglia e riflettere su come ero stata allevata. Ricordo ancora una storia che mia nonna era solita raccontarmi durante l’adolescenza; “C’era una volta una ragazza che dopo il matrimonio era stata mandata indietro alla sua famiglia perché non sapeva come cucinare!” Era un suo ammonimento, un modo per dirmi “Chiudi quel libro che stai leggendo e vieni a dare una mano in cucina”. Nonostante questi suoi consigli, però, non mi ha mai insegnato cose veramente importanti, ad esempio come cambiare una lampadina.

Mia nonna era una donna forte, ed era definita un modello perfetto. Come l’usanza voleva si era sposata a dodici anni e a quindici era andata a vivere con il marito. A ventisei anni aveva in mano le redini della sua famiglia. Mio nonno lavorava nelle ferrovie ed era quasi sempre fuori. E’ stata mia nonna a prendersi cura dei loro sei figli, assicurarsi che crescessero bene, con divertimenti ed educazione. Inoltre, è stata lei a costruire numerose case, a occuparsi dell’agricoltura, della fattorie ecc… era decisa, dotata di una vena artistica e molto divertente. Nonostante tutte queste doti, a causa dell’ambiente in cui è cresciuta, mia nonna però non ha mai pensato che le femmine hanno gli stessi diritti degli uomini. Una bambina ti dà amore; un bambino ti rende orgoglioso.”

Molte donne indiane che conosco mi hanno detto che, per vedere dei veri e propri miglioramenti, è essenziale che tutti quanti, uomini e donne, cambino modo di pensare. Sei d’accordo?

“Sì. Ultimamente molte cose sono cambiate per le donne, ci sono maggiori opportunità per ricevere dell’educazione e per lavorare. Le donne indiane hanno lottato tantissimo per avere gli stessi diritti degli uomini.

Nonostante questo, però, è stato dimenticato un aspetto molto importante, quello dell’emancipazione femminile. Se le donne si sono sviluppate e hanno cambiato modo di vedere il mondo e cercano l’indipendenza, nessuno ha pensato che fosse necessario insegnare anche ai ragazzi e agli uomini che i tempi stanno cambiando.

In India è come se ogni madre promettesse la luna al figlio maschio, anche se sappiamo che avere la luna è oltre la portata di chiunque. I capricci dei bambini e dei ragazzi sono accettati e i loro desideri vengono esauditi. Questi bambini e ragazzi crescono fino a diventare uomini che pensano che sia un diritto naturale avere tutto ciò che il loro cuore desidera.”

Il governo indiano, attraverso le parole del premier indiano Modi, ha promesso che farà di tutto per assicurare protezione alle donne. Credi che Modi manterrà tale promessa?

“È ancora presto per dirlo. Possiamo solo aspettare e vedere che cosa succederà.”

Hai scritto moltissimi libri. Qual è il personaggio preferito di Anita Nair e perché?

“Tutti i libri che ho scritto mi hanno cambiata dentro e quindi non preferisco un libro all’altro. Se proprio però dovessi fare una menzione speciale, allora la farei proprio a Il custode della luce, il mio ultimo libro. Questo romanzo è stato il mio progetto più ambizioso, e ha richiesto da me molta più energia degli altri.”

Dal 29 agosto al 6 settembre verrai in Italia per promuovere Il custode della luce. Dove potranno incontrare Anita Nair gli ammiratori italiani?

“I miei lettori potranno incontrarmi qui: Il 31 agosto 2014 presso il Festival della mente a Sarzana, alle 11.30. Il 3 settembre 2014 presso il comune di Padova, alle 17.30”

Quali sono i progetti futuri di Anita Nair?

“Sto lavorando su un prossimo romanzo sull’ispettore Gowda. Inoltre mi sto anche dedicando alla sceneggiatura per un lungometraggio.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto