Paracetamolo: cos’è, a cosa serve, quali farmaci lo contengono

Mario Ragone 3 Aprile 2020

Ecco cos'è e a cosa serve il Paracetamolo: caratteristiche, principio attivo, dosaggio, effetti collaterali e farmaci che lo contengono.

Quando si parla di Paracetamolo 1000 o 500, si fa riferimento al dosaggio di un farmaco,  che può essere prescritto o meno ad adulti e bambini. Ma in particolare si fa riferimento a diverse proprietà che gli vengono attribuite, e farmaci che lo contengono. Ma che cos’è di preciso? A cosa serve? Quali sono il principio attivo ed il dosaggio giusto con cui utilizzarlo? Perché è assunto con altri farmaci, come la codeina?

Cercheremo di fare chiarezza in merito a tali aspetti riguardanti il medicinale in questione, sviluppandoli uno per uno. Occore aggiungere, inoltre, che il focus sarà indirizzato anche agli effetti collaterali conseguenti la sua assunzione e composizione.

Un’analisi, quindi, a 360 gradi di un elemento farmacologico divenuto nel tempo di uso comune per far fronte a patologie ricorrenti dell’organismo umano (non ultimo il caso Covid-19).

Cos’è il Paracetamolo, a cosa serve, quando assumerlo e quando evitare di prenderlo

Partendo dalla prima questione, ovvero cos’è il Paracetamolo, possiamo dire che esso appartiene alla categoria degli analgesici o antipiretici. Comunemente associato gli anti infiammatori, in realtà si commette un errore nel definirlo tale. Tale medicinale, infatti, ha lo scopo specifico di alleviare dolori artitrici o muscoloscheletrici. Solitamente lo si trova in svariate forme per la sua somministrazione: orale, rettale e parenterale (endovena, intramuscolo o sottocutanea).

La confusione che dunque riguarda questo farmaco è legata soprattutto alla sua assunzione: quando assumerlo? Da questo punto di vista è chiaro che esso è indicato nel trattamento di febbre, o ancora dolori più o meno intensi provocati da diversi fattori. Come detto precedentemente, è un curativo per problemi muscoloscheletrici o artitrici, ma non solo, anche per mal di testa, nevralgie, mialgie, sofferenze post-operatorie etc. Lo spettro d’azione del Paracetamolo è molto ampio, ed è forse anche questo il motivo per cui spesso ne si confonde la finalità (ed il relativo utilizzo).

Al contrario, invece, bisogna assolutamente fare attenzione nel prenderlo quando si è affetti da malattie epatiche, anemia, e patologie legate al sangue. Questo perchè, il suddetto medicinale può provocare alterazioni ematiche e renali. Tra i pazienti che devono prestare la massima cautela nel suo impiego vi sono anche coloro che abusano di alcolici, interessati da bulimia o anoressia, disidratati o malnutriti.Infine, sempre tra gli effetti collaterali possono verificarsi anche eruzioni cutanee, reazioni allergiche, vertigini, aumento della frequenza cardiaca e bruciori.

Composizione Acetaminofene, N-acetil-para-amminofenolo

Dopo aver trattato principio attivo, trattamento e dosaggio del Paracetamolo, spostiamo ora l’attenzione sulla sua composizione. Chimicamente esso viene definito N-acetil.para-amminofene, o Acetaminofene, termine con il quale è conosciuto ad esempio negli USA.

Prima abbiamo accennato alla confusione riguardante il suo utilizzo e derivante dalla sua struttura. A tal proposito, occorre specificare che esso, infatti, si lega in modo trascurabile alle COX-1 (isoforma costitutiva) e COX-2 (isoforma inducibile), ma in modo maggiore con le COX-3 (isoforma del livello centrale) annullandone l’azione. Per questo motivo non può rientrare tra i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), inserendosi invece a pieno titolo tra gli analgesici.

L’attività dell’Acetaminofene, è così associabile ad un antidolorifico piùttosto che ad un antinfiammatorio. Non bisogna, quindi, confondere la sua finalità (o principio attivo) sebbene vi sia una sottile sfumatura concettuale.

Quali farmaci contengono Paracetamolo: elenco delle medicine ed antinfiammatori

Essendo l’azione terapeutica molto utile, la sua presenza è riscontrabile in diversi farmaci. La sua propensione analgesica, infatti, risulta essenziale sia individualmente che in combinazione con altri medicinali.

Tra questi vi sono ad esempio: il Buscopan Compositum (in associazione a butilscopolamina); il Codamol (in associazione alla codeina); Efferelgan; Panadol; Tachipirina e Zerinol (in associazione alla clorfenamina).

Quelli appena elencati sono tra i curativi maggiormente utilizzati e divenuti di uso comune con l’andare degli anni; tuttavia ciò non toglie che il Paracetamolo possa trovarsi anche in altri farmaci non citati. Detto ciò è opportuno sottolineare che l’impiego eccessivo di quest ultimo (al pari di altri medicinali) possa essere nocivo e provocare seri danni all’organismo. L’uso moderato e su prescrizione medica è quindi come sempre la strada migliore da seguire.

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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto