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Abbandono degli studi universitari: perché e come superare la crisi

R. C.
26/07/2026

Succede dopo il primo anno dall'iscrizione come anche dopo qualche anno, l'abbandono degli studi universitari è abbastanza frequente: capiamo perchè e come superare la crisi.

Abbandono degli studi universitari

Crisi studentessa

Si chiama Drop Ou, ovvero la crisi universitaria per la quale molti studenti decidono di lasciare gli studi prima del termine del loro percorso e quindi prima di laureasi.

È proprio in questo contesto che si inserisce l’esperienza di E., una giovane neolaureata in Mediazione Linguistica che ha affrontato seriamente l’idea di lasciare gli studi universitari. La sua vicenda non rappresenta solo un racconto di difficoltà, ma un esempio di come la perseveranza e la capacità di adattamento possano trasformare una crisi in una conquista personale.

La storia di E. inizia con il diploma al liceo delle Scienze Umane, seguito da un periodo di smarrimento che l’ha portata a scegliere un percorso umanistico. Dopo un primo anno trascorso a Padova, necessario per prepararsi all’accesso presso una prestigiosa scuola di interpreti, la protagonista ha dovuto confrontarsi con le sfide imposte dalla pandemia nel 2020.

L’isolamento sociale, unito alla necessità di apprendere lingue complesse come il russo in totale solitudine, ha rappresentato un ostacolo significativo. Che ha messo a dura prova la sua motivazione iniziale. La sua testimonianza evidenzia quanto sia comune sentirsi sopraffatti dalle aspettative e quanto la pressione esterna possa influenzare la percezione del proprio valore accademico.

Affrontare il pensiero costante di abbandono degli studi universitari è un’esperienza che accomuna molti giovani, spesso spinti da un ambiente universitario percepito come ostile o poco accogliente. La vicenda di E. serve da monito: la rinuncia non deve essere vista come l’unica via d’uscita, poiché spesso le crisi sono sintomi di un malessere temporaneo che può essere superato attraverso il confronto e la ricerca di nuove prospettive.

Perché è in aumento il fenomeno di abbandono degli studi universitari dopo la pandemia

L’emergenza sanitaria globale ha alterato radicalmente le dinamiche universitarie, privando gli studenti di quel supporto relazionale che risulta vitale durante i primi anni di corso. Gli eventi di orientamento, spesso presentati come momenti di grande chiarezza, si sono rivelati in molte occasioni inadeguati, lasciando i ragazzi in uno stato di incertezza costante.

E., in particolare, ha sofferto la mancanza di interazioni dirette e la rigidità delle lezioni online, che hanno trasformato il suo percorso in una sfida solitaria. L’incapacità di ricevere risposte immediate o chiarimenti ha reso ogni ostacolo burocratico o didattico ancora più insormontabile, alimentando il desiderio di abbandono degli studi universitari.

Una volta entrata nell’istituto dei suoi sogni, la protagonista ha scoperto che la realtà accademica era ben lontana dalle aspettative. L’ambiente, anziché fungere da stimolo, si è rivelato frustrante e opprimente, caratterizzato da una gestione burocratica caotica e da un corpo docente che appariva demotivato.

La competizione esasperata tra colleghi ha generato un clima di ansia costante, portando E. a redigere, seppur mai ufficialmente inviato, il modulo per la rinuncia agli studi. La pressione di dover eccellere, unita alla sensazione di non ricevere il supporto necessario, ha minato profondamente la sua autostima.

Un episodio emblematico si è verificato durante un esame del terzo anno, quando una docente ha messo in dubbio le sue capacità, consigliandole in modo poco professionale di tornare a seguire i corsi di base. Questo momento di umiliazione è stato il punto più critico del suo percorso, rendendo l’abbandono una tentazione concreta e immediata.

La svolta internazionale e la gestione delle difficoltà personali

A complicare ulteriormente un quadro già complesso si è aggiunta la diagnosi di dislessia, che ha reso l’apprendimento di lingue straniere una sfida ancora più ardua. Gestire un disturbo dell’apprendimento in un contesto accademico rigido, dove il carico di studio è elevato e le scadenze sono serrate, ha spinto E. a mettere in discussione ogni sua scelta.

Tuttavia, la vera decisione di abbandono degli studi universitari è arrivata con l’esperienza Erasmus a Budapest, che ha segnato un punto di rottura netto con l’atmosfera oppressiva vissuta in Italia. In Ungheria, la protagonista ha trovato un sistema didattico più flessibile, caratterizzato da un rapporto docente-studente basato sulla collaborazione anziché sulla gerarchia.

Esperienza insegna come superala la crisi di abbandono degli studi universitari

Dopo aver completato il percorso di laurea, E. si trova oggi ad affrontare la sfida successiva: l’ingresso nel mondo del lavoro. La ricerca di un impiego, specialmente in un settore competitivo come quello della mediazione linguistica, si rivela spesso frustrante e demoralizzante. Ogni colloquio e ogni attesa rappresentano una prova di resistenza.

Ma la determinazione maturata durante gli anni universitari le offre ora una marcia in più. La sua storia insegna che il percorso accademico non si esaurisce nel conseguimento del titolo. Ma costituisce un processo continuo di crescita personale e sociale.

La capacità di superare i momenti di crisi, riconoscendo che l’abbandono degli studi universitari è spesso un segnale di saturazione e non un fallimento definitivo, è la lezione più preziosa che E. porta con sé.

La protagonista sottolinea come la condivisione delle proprie esperienze sia fondamentale per creare una rete di supporto tra studenti. Sapere di non essere soli nelle proprie lotte, e comprendere che altri hanno già superato ostacoli simili, può fare la differenza tra la rinuncia e il successo.

La ricerca di nuove opportunità per il futuro

La sua resilienza, forgiata tra le difficoltà della pandemia, la gestione della dislessia e la pressione accademica, è ora il motore che la spinge a esplorare nuove opportunità professionali, che spaziano dalla traduzione all’insegnamento. Nonostante la complessità del mercato del lavoro, E. affronta il futuro con una consapevolezza rinnovata, conscia che ogni sfida passata ha contribuito a formare la professionista che è oggi.

In conclusione, la vicenda di E. invita tutti gli studenti a non lasciarsi definire esclusivamente dai voti o dalle critiche ricevute. La laurea rappresenta un traguardo, ma è il modo in cui si affrontano le tempeste interne ed esterne a determinare il vero valore del percorso intrapreso.

Per chiunque stia valutando di lasciare gli studi, il consiglio è di fermarsi, analizzare le cause del malessere e cercare confronto. Poiché spesso la soluzione non risiede nell’abbandono, ma nel trovare il contesto o il supporto giusto per esprimere il proprio potenziale. La storia di E. rimane una testimonianza di speranza. Ricordandoci che, anche quando tutto sembra andare storto, esiste sempre una luce in fondo al tunnel per chi sceglie di non arrendersi.

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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto
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