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Diritti studentesse madri: il caso Piacenza e le tutele scolastiche

R. C.
31/08/2026

Una vicenda recente accaduta a Piacenza ha sollevato interrogativi cruciali sui diritti studentesse madri nel sistema scolastico italiano.

Diritti delle studentesse madri

Diritti delle studentesse madri

La storia di una ragazza sedicenne, a cui è stata negata la didattica a distanza dopo il parto, evidenzia una tensione crescente tra il diritto allo studio e le necessità della maternità precoce.

La giovane, che aveva già usufruito della DAD durante una gravidanza a rischio, si è vista respingere la richiesta di proseguire gli studi online. Non potendo sostenere i costi elevati di un asilo privato, la studentessa ha espresso il desiderio di conciliare la formazione scolastica con la crescita del proprio figlio.

Il caso dei diritti delle studentesse madri è stato analizzato approfonditamente nella trasmissione radiofonica “Formato Famiglia” di Rai Radio 1, durante la puntata del 30 settembre. Il programma, condotto da Diana Alessandrini, ha offerto uno spazio di confronto necessario per comprendere le dinamiche sottostanti a una decisione scolastica che ha generato un ampio dibattito pubblico.

Questa situazione mette in luce la difficoltà di integrare percorsi di vita complessi all’interno di strutture scolastiche rigide. La vicenda non riguarda solo la singola istituzione piacentina, ma interroga l’intero sistema educativo sulla capacità di supportare le giovani genitrici, evitando che la maternità diventi un ostacolo insormontabile per il conseguimento del diploma.

Diritti delle studentesse madri: il vuoto normativo e le tutele costituzionali

Il nodo principale della questione risiede in un evidente vuoto normativo che penalizza le giovani mamme. Attualmente, la legislazione italiana permette il ricorso alla didattica a distanza esclusivamente per comprovati motivi di salute, escludendo esplicitamente le esigenze legate alla maternità, creando così situazioni di esclusione che rischiano di compromettere il percorso formativo.

L’avvocato Francesco Mazzarella, coordinatore regionale Forags, ha richiamato l’attenzione sulla Costituzione italiana. Gli articoli 31 e 37 tutelano la maternità non solo come prerogativa della donna, ma come un diritto fondamentale del neonato a ricevere cure affettive e fisiche, suggerendo che le norme dovrebbero essere interpretate alla luce di questi principi.

A supporto di questa tesi sui diritti delle studentesse madri si aggiunge la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dall’Italia nel 1991. Questo trattato stabilisce il principio cardine secondo cui, in ogni decisione che coinvolge i minori, deve prevalere il loro superiore interesse, imponendo una riflessione profonda su come le scuole gestiscono casi simili.

La rigidità delle regole attuali trasforma spesso una scelta di vita in un problema burocratico. Quando le istituzioni si limitano a applicare formalmente i regolamenti senza considerare il contesto umano, si corre il rischio di negare alle studentesse il diritto fondamentale all’istruzione, trasformando la scuola da luogo di crescita a barriera insuperabile.

Buone pratiche e soluzioni alternative

Esistono tuttavia esempi virtuosi di diritti delle studentesse madri che dimostrano come la flessibilità sia possibile. Gianluca Dradi, dirigente del Liceo artistico musicale Nervi-Severini di Ravenna, ha condiviso un’esperienza positiva del 2023. Pur riconoscendo la complessità normativa e le responsabilità legate alla sicurezza degli ambienti scolastici, l’istituto ha cercato di trovare una via percorribile per l’alunna.

Grazie alla disponibilità di spazi idonei e al coinvolgimento attivo dei compagni di classe, è stato possibile allestire una piccola nursery. Con il supporto di un’associazione di volontariato che ha donato un lettino, il neonato è stato accolto come una mascotte. Trasformando un potenziale problema logistico in un’occasione di crescita comunitaria per tutti.

Il dirigente scolastico sottolinea che, sebbene la presenza fisica sia essenziale per il dialogo educativo e la verifica degli apprendimenti, le regole non devono diventare una gabbia. La scuola deve saper interpretare le situazioni singole con umanità. Garantendo che le norme non soffochino il benessere delle persone coinvolte nel processo di apprendimento.

Verso una rete di supporto integrata

La strada per il futuro passa attraverso la creazione di una rete sinergica e collaborativa. L’avvocato Mazzarella suggerisce che un coordinamento efficace tra l’ufficio scolastico regionale, gli istituti scolastici e le associazioni dei genitori sia indispensabile per trovare soluzioni interpretative condivise. Capaci di superare le rigidità burocratiche che oggi bloccano molte giovani madri.

Francesca Sozzi, coordinatrice del progetto In Bloom e referente del servizio Saga presso gli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano, conferma l’importanza di questo supporto. Il loro lavoro mira ad accompagnare le giovani genitrici nel percorso scolastico. Fondamentale per evitare la fragilità sociale e favorire un futuro inserimento professionale dignitoso.

Purtroppo, la realtà nelle scuole milanesi rimane difficile, poiché la didattica a distanza non viene concessa, portando all’accumulo di ore di assenza. Sozzi evidenzia come la scuola debba trasformarsi in una vera alleata per queste ragazze. Un’alleanza che spesso deve essere costruita attivamente attraverso il dialogo costante tra le parti coinvolte nel processo.

Il caso di Piacenza dei diritti delle studentesse madri rimane emblematico di un dibattito ancora aperto e irrisolto. Tra la tutela della maternità, il diritto allo studio e la rigidità delle norme attuali, il destino di molte studentesse appare incerto e legato esclusivamente a interpretazioni locali. Lasciando le giovani madri in una condizione di vulnerabilità che richiede attenzione.

In conclusione, la questione sollevata dalla vicenda piacentina non troverà soluzioni rapide senza un intervento sistemico. La sfida è trasformare l’approccio scolastico da punitivo a inclusivo. Garantendo che il percorso di studi non sia interrotto dalla maternità, ma supportato da una rete istituzionale capace di adattarsi alle reali esigenze delle giovani studentesse italiane.

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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto
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