• Google+
  • Commenta
8 gennaio 2014

Università di Pisa: cura di patologie come la retinite pigmentosa

Università di Pisa: Retinite Pigmentosa

Università di PISA – Visione diurna e notturna: scoperti i meccanismi di interazione  tra i fotorecettori della retina

Università di Pisa: Retinite Pigmentosa

Università di Pisa: Retinite Pigmentosa

Lo studio dei ricercatori dell’Università di Pisa, appena pubblicato sulla rivista eLife edita dal premio Nobel 2013 per la fisiologia Randy Schekman, apre nuove strada alla cura di patologie come la retinite pigmentosa

Lo studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, getta una nuova luce sull’interazione tra “coni” e “bastoncelli”, ossia i fotorecettori della retina che servono per la visione diurna e notturna. La ricerca, che è stata appena pubblicato sulla rivista eLife edita dal premio Nobel 2013 per la fisiologia Randy Schekman, è stata realizzata da Sabrina Asteriti e Lorenzo Cangiano, del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, in collaborazione con Claudia Gargini del dipartimento di Farmacia.

“Abbiamo dimostrato – spiega Lorenzo Cangiano dell’Università di Pisa – che i piccoli “pori” che mettono in comunicazione diretta i “bastoncelli” e i “coni” determinano anche un trasferimento di funzionalità fra questi due tipi di cellule. La scoperta di questi meccanismi fisiologici potrà aiutare a curare alcune malattie dell’occhio come ad esempio la retinite pigmentosa, e più in generale le varie patologie che coinvolgono i fotorecettori, dal momento che gli stessi pori permettono il passaggio di molecole fondamentali per la funzione cellulare”.

I bastoncelli ed i coni sono infatti due tipi di cellule fotosensibili che ci consentono di vedere in condizioni di luce molto diverse, dal sole di mezzogiorno al buio della notte. Nello specifico, i bastoncelli rispondono a luci deboli consentendo solo una visione in scala di grigi, i coni, invece, per funzionare hanno bisogno di una luce più intensa e ci permettono di distinguere i colori.

“Benché si sapesse già che i pori possono aprirsi o chiudersi al variare della luce ambientale, del ritmo sonno-veglia e di altri segnali biochimici, la loro importanza per la visione sinora non era ancora nota – ha aggiunto Lorenzo Cangiano – il nostro studio quindi, oltre ad aprire la strada per nuove cure, può aiutare a spiegare anche alcuni meccanismi del tutto naturali, come la capacità di vedere in condizioni di luce intermedia, come ad esempio al crepuscolo”.

La rivista eLife che ha pubblicato l’articolo dei ricercatori dell’Università di Pisa nasce da una joint venture di tre prestigiosi enti di finanziamento: la tedesca Max Planck Society, l’inglese Wellcome Trust e l’americano Howard Hughes Medical Institute. La nuova rivista si pone l’obiettivo di facilitare la disseminazione di scoperte importanti nelle scienze della vita attraverso un processo editoriale selettivo ma rapido e trasparente, offrendo a tutti la libera consultazione degli articoli.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy