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17 luglio 2014

IV Workshop di Econometria Sanitaria all’Università di Padova

Università degli Studi di Padova – IV Workshop di econometria sanitaria. 19-21 luglio 2014, università di padova

Econometria Sanitaria all'Unipd

Econometria Sanitaria all’Unipd

Cure di qualità in tempi di crisi: al IV Workshop di econometria sanitaria le soluzioni per sistemi sanitari che funzionino

I migliori esperti mondiali di economia applicata alla sanità riuniti all’Università di Padova per presentare nuove vie per servizi sanitari di qualità ed efficienti. Attenzione anche ai pazienti per aiutarli a scegliere la struttura più adatta a loro sulla base di classifiche oggettive delle qualità dei servizi e non più del passaparola di amici e parenti che porta spesso fuori strada.

Convegno sull’econometria sanitaria all’Unipd

L’uso dei tariffari DRG, la disponibilità di classifiche trasparenti della qualità degli ospedali come bussola per i cittadini in cerca di un posto dove curarsi, una competizione sana e regolamentata tra strutture, pubbliche e private, che porti a migliorare la qualità delle cure.

Sono questi alcuni dei fattori chiave per una sanità che funzioni anche in tempi di crisi, analizzati a fondo in una serie di studi sulla qualità dei sistemi sanitari, che saranno presentati in occasione della quarta edizione del Health Econometrics Workshop (HEW) si terrà a Padova dal 19 al 21 Luglio 2014.

Promosso dal Centro di Ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilità (CRISP) dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, l’Università di Bergamo, e l’Università di Brunel, HEW è un convegno ad altissimo profilo internazionale che riunisce ricercatori e docenti provenienti da tutto il mondo per presentare e discutere i propri lavori di fronte ai maggiori esperti di econometria sanitaria a livello mondiale. I migliori lavori presentati verranno pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of the Royal Statistical Society Series A.

Quest’anno sono previste, inoltre, due importanti novità: in primo luogo un evento satellite (il 18 Luglio presso l’università degli studi di Padova – Dipartimento di Scienze Statistiche (Room SC60) – Via Cesare Battisti 241) che offre l’opportunità a dottorandi e giovani ricercatori di confrontarsi su diversi temi di economia sanitaria, fra i quali le inefficienze del pronto soccorso e delle case di riposo. I migliori lavori presentati saranno pubblicati sulla rivista Italian Journal of Applied Statistics. “L’intento – spiega il professor Francesco Moscone della Brunel Business School della Brunel University nel Middlesex e membro del comitato scientifico che organizza il Workshop – è dare visibilità ai giovani e l’opportunità di esporre le loro ricerche legate alla gestione, l’efficienza e l’efficacia delle strutture sanitarie”.

L’edizione 2014 del HEW, inoltre, ha previsto una Summer School su Politiche Sanitarie ed econometria sanitaria (Applied Health Econometrics and Health Policy) tenutasi presso l’Università di Bergamo e rivolta a studenti e ricercatori, per lo studio di metodi di valutazione della qualità dei servizi sanitari, per approfondire tematiche quali la produttività delle strutture ospedaliere, la spesa sanitaria e la competizione tra le aziende ospedaliere, con il contributo esclusivo del professor Andrea Baccarelli della Harvard School of Public Health di Boston, professor Luigi Siciliani dell’Università di York, professor Jonathan Skinner del Dartmouth Institute in New Hampshire, e professor John Mullhay della University of Wisconsin. I docenti sono stati affiancati da policy maker e clinici che per spiegare le applicazioni pratiche delle teorie economiche ed econometri che in sanità.

Le tematiche affrontate nella 4/a edizione di HEW

Il workshop di econometria sanitaria quest’anno punta l’attenzione sullo studio delle differenze nella produttività tra gli ospedali e come queste incidano sulla qualità dei servizi offerti. In sistemi sanitari come quello italiano, dove i prezzi dei servizi ospedalieri sono fissi (decisi dalla Regione), l’unica leva a disposizione del management ospedaliero per attrarre più pazienti è l’aumento della qualità dei servizi sanitari. Regioni come la Lombardia, o Paesi come l’Inghilterra, sono convinti che solo facendo competere le strutture ospedaliere nell’attrarre un maggior numero di pazienti si possa migliorare nel tempo la qualità dei servizi e il benessere in termini di salute e qualità della vita dei suoi cittadini. Ma questo a livello empirico non si dimostra sempre vero, come emerge da studi condotti nella Regione Lombardia i cui risultati saranno presentati per la prima volta durante il workshop. Il problema di fondo è che i pazienti non sono a conoscenza della vera qualità degli ospedali e quindi, pur essendo la competizione istituzionalizzata, questa non ha l’effetto di migliorare la qualità dei servizi sanitari.

L’incontro sarà dunque occasione per entrare nel vivo di questi argomenti sviscerando problematiche legate alla qualità degli ospedali percepita dai pazienti e come questa si discosti da quella misurabile attraverso una serie di parametri oggettivi (come la mortalità a 30 gg dal ricovero, o la necessità di un nuovo ricovero etc), e legate all’impatto delle “classifiche” degli ospedali nella scelta da parte dei pazienti della struttura in cui curarsi, nonché alle ricette per rendere più efficace la competizione fra strutture pubbliche e private.

“A livello mondiale si osserva che nella programmazione sanitaria occorre uscire da un’impostazione basata su tagli lineari per cui i risparmi di spesa sono indipendenti dal fatto che regioni e ospedali siano più o meno virtuosi in termini di efficacia e qualità delle cure, efficienza, customer satisfaction – sottolinea il professor Giorgio Vittadini. I lavori che saranno presentati al workshop mettono in luce, ad esempio, che vi sono ospedali che offrono servizi sanitari che si sovrappongono, disperdendo risorse, o che si specializzano verso patologie croniche invece che acute. Insomma vi sono risorse erogate male. Eppure, conclude il professor Vittadini, la possibilità di far riferimento a grandi data base di origine amministrativa potrebbe consentire, oggi, di connettere domanda e offerta sanitaria superando gli eccessi di offerta di servizi sanitari per certe patologie e le carenze per altri”.


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