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I catalani dicono sì al nuovo Statuto

12 Luglio 2006
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04/08/2021

Il 18 giugno scorso gli abitanti della regione spagnola “Catalogna” hanno votato a favore dell’entrata in vigore di un nuovo Statuto per il loro ter Il 18 giugno scorso gli abitanti della regione spagnola “Catalogna” hanno votato a favore dell’entrata in vigore di un nuovo Statuto per il loro territorio.

Nonostante la partecipazione referendaria non sia stata delle più alte registratesi (appena il 49,4% degli aventi diritto), i voti raccolti a favore del sì alla riforma hanno superato la soglia del 70% del totale, segnando quindi una schiacciante vittoria per i sostenitori del nuovo Statuto.
Non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte dei partiti spagnoli di centrodestra. Il segretario del Partido Popular sostiene che ad un voto fovorevole di un solo elettore su tre dovrebbe far fronte l’invalidità dello stesso referendum, basato su un consenso troppo esiguo. Non saranno comunque le argomentazioni politiche a far cambiare i fatti: la riforma dello Statuto catalano è ormai una realtà che porterà con sè una serie di importanti mutamenti socio-politici.
Quali sono gli aspetti principali di questa riforma, e soprattutto perchè tante discussioni su un tema apparentemente così “innocuo”? La questione scottante risiede nella circostanza per cui l’ indipendentismo catalano trova finalmente in questo nuovo Statuto una risposta definitiva, grazie ai molti riconoscimenti a favore della da sempre rivendicata “identità storica” della regione catalana. In particolare il nuovo Statuto definisce la Catalogna come una vera e propria nazione, il che implica un notevole incremento della sua autonomia e quindi una sorta di antagonismo con la stessa nazione spagnola di cui questa è parte integrante. Non solo: si introduce il dovere di conoscere la lingua catalana, si aumenta il numero di competenze di cui gode la regione, e (soprattutto) si ammette la possibilità che le imposte interne siano gestite in autonomia.
I catalani prendono così di fatto le distanze dal resto del paese, convertendosi in una “popolazione” più emancipata rispetto alle altre del territorio iberico. Ed il Presidente Zapatero dà nuovamente una lezione di democrazia ai suoi colleghi europei: la Catalogna è la regione più all’avanguardia della Spagna, che merita la posizione “privilegiata” che le viene assegnata. Ingiusto sarebbe stato invece respingere la riforma ed annullare questa differenza.

© Riproduzione Riservata
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