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Scelta della facoltà universitaria

12 Luglio 2006
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17/04/2021

Siamo oramai arrivati ai grandi ed importantissimi giorni della maturità, che saranno destinati a rimanere nei ricordi degli studenti che la stSiamo oramai arrivati ai grandi ed importantissimi giorni della maturità, che saranno destinati a rimanere nei ricordi degli studenti che la stanno effettuando, per tutta la loro vita! Ma tra pochi giorni quando tutto sarà finito, ai nostri studenti si prepareranno nuove sfide nel cammino delle loro vite.

E una tra questi è la scelta se voler continuare il percorso della loro formazione oppure no, ed in caso affermativo a quale tipo di formazione approcciarsi nell’ottica di un futuro lavorativo qualificato.
Lo scenario che si presenta a questi studenti non è per niente idilliaco. La vita caotica del mondo universitario si presenterà in modo del tutto aperto con il suo grigiore, le sue contraddizioni, le sue incertezze… Ogni ragazzo che deciderà di proseguire gli studi affronterà questo mondo con il suo bagaglio di aspettative e di speranze ed ognuno avrà un suo criterio di scelta: molti sono smarriti e cercheranno lumi usando gli sportelli per l’orientamento studentesco, altri decideranno di effettuare la scelta basandosi sulla valutazione dei propri interessi culturali, altri sceglieranno le facoltà più concrete con le quali secondo loro è più facile trovare lavoro. Altri ancora baseranno la propria scelta sulla base dei consigli elargitogli dai propri parenti, amici o professori delle superiori. Ma una volta scelta la facoltà, come affrontare lo studio universitario? Chi ha dimestichezza con l’ambiente universitario sa che studiare all’interno della facoltà scelta, è molto diverso dal metodo di studio che si effettua alle scuole superiori in quanto bisogna essere in possesso di una cultura, ma soprattutto avere un metodo di studio molto chiaro. Ma quello che più differenzia i diversi modi di apprendimento tra le due istituzioni culturali sono il dialogo che si ha con i professori. Ad una guida pressoché continua e a volte assillante alla quale gli studenti sono sottoposti nella scuola secondaria, si passa ad una situazione nella quale gli studenti vengono lasciati a loro stessi. Nessuno andrà mai dallo studente a chiedergli se ha studiato. Gli orari di ricevimento che il professore comunica allo studente alle volte restano solo una comunicazione cartacea e niente di più. Con un cambio repentino del genere lo studente può sentire dentro di sé un senso di abbandono e di smarrimento. Per ovviare a questa situazione è bene che lo studente non si scoraggi alle prime difficoltà, ma che risponda a queste nuove sollecitazioni negative con maggiore grinta, ed alla fine noterà che quel senso di smarrimento, si potrà trasformare in una sensazione di libertà nella quale ciascuno possa mettere a frutto le proprie potenzialità senza l’ingabbiamento formativo che si rileva nelle scuole superiori. Un altro elemento che inizialmente segnerà in modo interlocutorio la vita dello studente è il rapporto con gli altri studenti frequentatori della stessa università e dello stesso corso di laurea. Egli noterà che al rapporto amichevole e quasi fraterno che si respirava all’interno della classe delle superiori, si sostituirà un rapporto di conoscenza con qualche membro di tale corso. Ad un clima di solidarietà, che dava l’impressione a quasi tutti i membri di una classe di essere uniti da un filo invisibile che li teneva tutti legati nelle avventure o nelle disavventure che in qualche modo venivano vissute come comuni, da qui la classica espressione “compagno/a di classe”, si sostituisce nell’aula universitaria, una forma latente di anonimato nella quale ogni studente pensa più o meno a se stesso. Per cui la matricola si trova a vivere in una forma di disagio molto forte e quindi ai primi tentativi di rapporti veri con chi gli sta intorno di solito forieri di delusioni, tende a sostituirsi una forma di chiusura più o meno netta. I consigli che si possono dare è di non fermarsi a rilevare ed a vivere i lati negativi di questi rapporti per così dire “poco legati”, ma di puntare l’attenzione più sui lati positivi che questo genere di rapporto in linea generale da. In particolare si consiglia di notare la libertà che si respira nell’ambiente universitario anche nel rapporto con i colleghi di corso. Altri consigli? Un altro di grande importanza è avere umiltà nell’approccio iniziale ad un determinato esame durante tutto il percorso formativo, ma in particolare all’inizio, perché di solito i primi esami sono quelli che consentono una conoscenza introduttiva della materia che ci si accinge a studiare. Un altro consiglio che si può dare nell’ambito dell’affrontare un esame è di non dare mai niente per scontato in quanto non basta sapere la materia, ma bisogna anche avere la padronanza dialettica del materiale oggetto dell’esame, perché a differenza delle scuole superiori il giudizio non si basa su una valutazione soggettiva, ma su una valutazione oggettiva della materia oggetto di studio. Cioè nessuno dirà: visto le tue capacità, notate le tue difficoltà alle quale hai dovuto far fronte e osservato l’impegno che hai profuso, allora ti diamo il seguente voto… Si noterà invece il grado di apprendimento che lo studente ha raggiunto nella materia d’esame, ed il modo con il quale è stato espresso.
In ultimo, si può consigliare di non andare alla ricerca spasmodica del voto più alto, ma di dare sempre il meglio di se stessi.
Per il resto buona fortuna a tutti coloro che vogliano intraprendere questo nuovo viaggio!!!

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