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23 maggio 2010

La Regione Campania premia l’Ateneo Salernitano

L’Intervista

di Mario Rinaldi

La prof.ssa Caterina Miraglia, docente ordinario della cattedra di Istituzioni di Diritto Privato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Salerno, nonché presidente Edisu, è stata nominata assessore all’Istruzione della Regione Campania.

L’incarico conferito dal neopresidente, Stefano Caldoro, premia, dunque, l’Ateneo Salernitano e si colloca come valore aggiunto nella formazione di una squadra di governo che vede schierati oltre alla Miraglia, altri due esponenti dell’area salernitana, Giovanni Romano, docente universitario e assessore alla Provincia di Salerno, nonchè sindaco di Mercato San Severino, nominato assessore all’Ambiente ed Ernesto Sica, sindaco di Pontecagnano Faiano, che ha ricevuto la delega all’Avvocatura. Nomine che, sicuramente, avranno un peso determinante nelle deliberazioni di interventi che riguarderanno il Campus di Fisciano.

La neoeletta, Miraglia, esprime il proprio punto di vista sull’incarico conferitole, esponendo un’analisi a 360° sulle opportunità di crescita che potranno consentire il rafforzamento di un Ateneo come quello Salernitano, già di per sé ricco di un’invidiabile offerta formativa e di un’ampia gamma di servizi.

Si Aspettava questa nomina di assessore all’Istruzione?

M: Sinceramente no. L’ho accolta con molta incredulità e ammetto di essere lusingata per essere stata indicata come la persona più adatta a ricoprire un ruolo di grande responsabilità presso i vertici istituzionali della Regione Campania.

Da quanto tempo conosce il Presidente della Regione, Stefano Caldoro?

M: Non da molto. Da quando era viceministro all’istruzione, in particolar modo dal momento in cui abbiamo avviato il progetto istitutivo della Facoltà di Medicina presso la nostra Università.

Ha già lavorato con lui in altre occasioni?

M: No. E’ la prima volta.

Quale sarà l’impegno della prof.ssa Miraglia a seguito della nomina conferitale?

M: Se si considera che è la prima volta nella storia che l’area salernitana riesce a ottenere tre assessorati alla Regione Campania, già questo dato, penso, possa considerarsi un indice significativo per motivare i tre incaricati a mettere in campo tutto l’impegno possibile al fine di innalzare la qualità degli schemi sociali. Da parte mia, garantisco interventi mirati in direzione di una maggiore incisività e applicazione sui modelli di studio, che possano, poi, riflettersi nelle capacità individuali dei singoli ed emergere mediante la trasmissione di modelli di benessere generale da trasferire nella collettività.

Che tipo di interventi pensa di realizzare a favore dell’Università?

M: E’ ancora presto per dirlo. Nella fase iniziale di insediamento mi concentrerò sulla correzione dei lavori dei miei predecessori.

L’università di Salerno, grazie alla sua presenza in giunta regionale, avrà maggior peso?

M: Sicuramente

Cosa pensa dell’attuale formazione degli studenti universitari?

M: E’ migliore di quanto si possa immaginare. Certo si punta sempre a livelli di preparazione elevata, ma la formazione degli studenti, compresi quelli del nostro campus, è un’importante risorsa da preservare e adoperare laddove se ne avverte la necessità.

Pensa che la classe docenti vada migliorata o va bene così come si trova allo stato attuale?

M: E’ ottima, ma come tutte le cose può essere sempre migliorata.

Molti considerano il campus di Fisciano come un polo di eccellenza accademica nel Sud Italia. Potrebbe essere considerato anche come modello per le Università del Centro Nord?

M: Certamente. E’ fuor di dubbio che il Campus di Fisciano ha raggiunto livelli di servizi invidiabili da qualsiasi Ateneo. Del resto se si intende concepire l’Università come campus, Fisciano ne rappresenta l’emblema.

L’università di Salerno può incrementare, in futuro, l’offerta formativa tramite l’attivazione di corsi di laurea mancanti (ad es. Facoltà di architettura e psicologia)?

M: Secondo me no perché, a parte i costi che comporterebbe l’espansione in questo campo, credo, comunque, che bisogni puntare su modelli formativi già esistenti che possano garantire agli studenti il conseguimento di risultati certi. Traguardo raggiungibile solo attraverso la specializzazione di settori già affermati.

E’ preoccupata per la riforma Gelmini?

M: La riforma Gelmini è il risultato di un provvedimento più ampio proposto dal ministro Tremonti e adottato dal Consiglio dei Ministri per ridurre la spesa pubblica in diversi settori. L’Università affronterà il problema con le risorse a propria disposizione.

Lei è intervenuta molto sulla questione degli alloggi per gli studenti con la realizzazione della casa dello studente. Ci sono molti giovani studenti che si lamentano dei fitti elevati imposti dai proprietari delle abitazioni del posto. Pensa che l’Università possa intervenire in merito a tale questione aumentando le possibilità di offerta ricettiva sul territorio?

M: Su questo versante vorrei adottare quanto prima una soluzione che va incontro alle esigenze degli studenti. Aumentare a tre il numero di persone per nucleo abitativo in modo da consentire una riduzione della spesa dell’alloggio.

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