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6 luglio 2010

Il blocco degli esami: una forma di protesta contro il taglio ai fondi per l’università

Alcuni docenti sostengono di portare avanti con il blocco degli esami per tutta la sessione estiva, una protesta contro il ddl Gelmini e il tremendo taglio ai fondi per l’Università e per la Ricerca.

Infatti,la Finanziaria prevede tagli sulle buste paga del 10% circa sulle buste paga di insegnanti e ausiliari.Si stimano circa 40mila euro in meno nelle tasche di ogni lavoratore della scuola pubblica nell’arco di un’intera carriera. Oltre a tagli nel personale, blocco degli scatti automatici di carriera, blocco dei contratti per tre anni.

Per contrastare cio’ la lotta ha assunto questa forma: il blocco degli scrutini. Se ne contano già circa 4000 in scuole di Puglia, Veneto, Marche, Lazio.Il blocco è determinato dall’assenza di un insegnante quando è previsto per legge che uno scrutinio è valido solo se è presente tutto il corpo docente a turno.

Gli uomini e le donne che lottano preferiscono la parola “spostamento”. Gli scrutini sono solo spostati di due giorni e le ultime classi di medie e superiori non vengono toccate per non compromettere gli esami di maturità. Ad ogni modo si tratta di uno sciopero indetto dai Cobas della scuola che porta caos e che sta raccogliendo un successo inaspettato.

Tutto ciò trova la sua causa nella delusione profonda per il diverso aspetto che assume ora la scuola pubblica; un’insegnante di Cavenago, racconta: «La scuola pubblica in Brianza è sempre stata negli ultimi anni un modello di efficienza, di capacità, di oculatezza nella gestione delle risorse. Questa Finanziaria ci taglia l’erba sotto i piedi. Nella nostra scuola due posti sono stati tagliati, ora i bambini hanno in media meno di due insegnanti per classe, e quindi non possiamo più garantire il tempo pieno, il sostegno, il recupero degli scolari in difficoltà».

A Bari un insegnante di italiano e latino prospetta davanti a se’ «un futuro in cui la scuola sarà relegata sempre più a un ruolo subalterno».

Volgendo lo sguardo ad una delle piu’ importanti università di Roma,la Sapienza ed in particolare la facoltà di lettere e filosofia Sapienza, (Il rettore Frati rassicura: gli esami si faranno) di fronte alla recente decisione di alcuni docenti di interrompere gli esami da luglio, gli studenti hanno scritto che un blocco degli esami in maniera unilaterale, è una forma di protesta limitata perchè danneggia esclusivamente gli studenti senza intaccare i progetti distruttivi del governo.

Il rettore Frati ha pero’ rassicurato tutti affermando che gli esami sarebbero stati portati avanti e che i professori potevano protestare nei giorni in cui era proclamato uno sciopero sindacale; nel caso in cui un professore non si fosse attenuto a cio’,egli lo avrebbe denunciato per interruzione di pubblico servizio.

Lo stesso rettore,comunque,è consapevole dello stato di sofferenza che questa amara situazione comporta.Come ognuno di noi ha constatato da queste travagliate vicende che vedono protagoniste e vittime le nostre università,i tagli della Finanziaria sono pesanti; tanto per fare un esempio,si puo’ menzionare il blocco della progressione economica fino al 2013,una cosa inammissibile certamente bloccare gli scatti a un ricercatore capace al primo ingresso.

Roberta Nardi

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