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22 luglio 2010

Unisa. “Disserto”, ma “Protesto”

Università degli Studi di Salerno. Dopo le scorse manifestazioni, il corteo, il blocco degli esami e l’atteso party di stasera, la protesta non poteva non arrivare anche alle sedute di laurea assumendo ulteriori ed originali forme d’espressione.

Ieri, per esempio, alle discussioni di laurea di Lettere e Filosofia del corso di Laurea Magistrale in Sociologia e Politiche per il Territorio, prima delle proclamazioni, il Prof. Raffaele Rauty, Presidente della commissione, ha spiegato ai presenti che la facoltà è in stato di agitazione raccontandone le cause e le possibili conseguenze sull’università italiana del decreto Gelmini, qualora diventasse realtà.

Ma non finisce qui: ieri pomeriggio anche la Facoltà di Chimica ha fatto sentire la propria voce e la chiara e convinta adesione alla protesta. Piazza Portanova, infatti, ha ospitato docenti togati e studenti “in tiro” che hanno ricevuto gli attestati per le discussioni delle loro tesi di laurea triennale e specialistica dinanzi a parenti e amici in maniera a dir poco originale e in questa location d’eccellenza, destando non poca curiosità e sospetti tra i passanti.

Sicuramente un segnale molto forte, che sarà seguito da un altro momento simbolico, che sarà posto in essere stavolta dalla facoltà di Informatica questo pomeriggio: anche in questo caso, saranno spiegate le ragioni della protesta, poi l’aula verrà oscurata e saranno accese alcune candele, mentre i docenti si spoglieranno delle loro toghe per le proclamazioni. Il messaggio è chiaro: “C’è il concreto rischio che sull’Università degli Studi di Salerno cada il buio di un futuro ignoto e forse senza speranza. Spogliamoci dei ruoli e uniamoci in una sola lotta per salvare l’Università Italiana.”

Pasqualina Scalea

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