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5 luglio 2010

Università degli Studi di Salerno: I “cervelli” dell’Ingegneria Ambientale Mondiale a Salerno !

La tutela sanitaria e ambientale risveglia interesse crescente nella collettività campana sempre più attenta alla qualità della vita e preoccupata del rincaro dei costi dei servizi ambientali, con particolare riferimento a quelli dell’acqua e dello smaltimento dei rifiuti. I segni dell’attenzione ai temi del rapporto fra attività economica, qualità ambientale ed aspetti sociali sono strettamente connessi al forte interesse del mondo politico di integrare gli indici di benessere di una nazione, unicamente economici, come il PIL, con altri che comprendano la qualità dei sistemi ambientali e della vita dei cittadini.

L’Università di Salerno ha fra i settori di spicco quello dell’ingegneria ambientale, particolarmente attiva nell’ambito di iniziative didattiche e di ricerca di altissimo valore, in collaborazione con le più prestigiose sedi universitarie mondiali che ne testimoniano la competitività a livello internazionale.
In questa settimana, il gruppo di ricerca di Ingegneria Sanitaria Ambientale (SEED) dell’Università degli Studi di Salerno, coordinato dal prof. Vincenzo Belgiorno, accoglie i giovani ingegneri ambientali italiani in una Summer School nazionale dell’ingegneria ambientale.

La Summer School prevede la partecipazione di docenti di chiara fama provenienti da numerose Università italiane (Politecnico di Milano, Federico II di Napoli, Catania, Brescia, Roma, Firenze, Salerno) e straniere (Università di Washington a Seattle, Università di Cipro, Università dell’Egeo, Università di Belfast, Università di Istanbul).

L’iniziativa è patrocinata dall’ANDIS (Associazione Nazionale di Ingegneria Sanitaria Ambientale), dall’Ordine degli Ingegneri e dal GITISA (Gruppo Italiano di Ingegneria Sanitaria Ambientale) e prevede la presenza dei giovani ricercatori impegnati nelle Università italiane sul fronte della ricerca di soluzioni e tecnologie per la tutela ambientale.

La qualificatissima partecipazione evidenzia ancora una volta la qualità delle Università meridionali e contrasta con i recenti interventi normativi che vedono l’Università sempre più soggetta ad attacchi tendenti a ridimensionarne l’indipendenza e la missione di alta formazione, ricerca scientifica e trasferimento tecnologico.

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