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22 luglio 2010

Università di Pisa: è quasi podio

Bisogna ammetterlo, non è stato un anno di belle notizie per quanto riguarda il mondo dell’università.
Gli Atenei italiani si sono trovati, e si trovano tuttora, in un vortice di problemi economici, organizzativi e legislativi.
Un malcontento generale che ha visto schierarsi dalla stessa parte, quella dei delusi, docenti e studenti.

Blocchi, tagli, dubbi sulla partenza del prossimo anno accademico e sulla conclusione di quello in corso, e ancora proteste, riunioni e manifestazioni… un anno non semplice che non giunge ad una soluzione neppure prima dell’ormai imminente pausa estiva.

E’ per questo che una buona notizia, almeno per quanto riguarda l’Università di Pisa, viene accolta con inaspettata soddisfazione: L’Università di Pisa conquista il quarto posto nella “Grande Guida” di “Repubblica” elaborata dal Censis.
Primo fra tutti Il rettore dell’Università di Pisa, professor Marco Pasquali, ha espresso la propria soddisfazione per il buon risultato conseguito dall’Ateneo nell’ambito della classifica delle migliori istituzioni accademiche italiane.

Un risultato mantenuto inalterato dallo scorso anno, l’Ateneo pisano si piazza infatti al quarto posto tra i mega atenei, così definiti quelli con oltre 40.000 iscritti, dietro alle Università di Bologna, Padova e Torino e davanti a quelle di Firenze, Milano, Catania, Palermo, Bari, Roma “La Sapienza” e Napoli.

Cinque i parametri fondamentali per giudicare gli Atenei:
i servizi in cui sono calcolati i pasti erogati per ogni iscritto e il numero di posti e contributi alloggio per residenti fuori regione;
il web in cui si analizzano l’usabilità e i contenuti dei siti internet d’ateneo;
le borse in cui viene valutata la spesa a favore degli studenti (borse di studio, attività di collaborazione a tempo parziale, contributi alloggio, trasporti, premi);
l‘internazionalizzazione che giudica il grado di apertura internazionale delle università attraverso l’analisi della percentuale di iscritti stranieri, della mobilità degli studenti, della spesa per la mobilità, delle lauree a doppio titolo;
le strutture che tiene conto del numero di posti nelle aule, nelle biblioteche e nei laboratori scientifici e della quantità di strutture sportive.

In particolare, Pisa si distingue nel settore dei servizi, in cui è seconda solo all’Università di Bologna, e ottiene buoni risultati anche negli altri indicatori utilizzati.

“Pur con le cautele con cui vanno analizzate tutte le classifiche sulla qualità degli atenei – ha commentato il rettore – siamo particolarmente soddisfatti nel constatare che i più importanti ranking elaborati sia a livello nazionale che internazionale siano concordi nel riconoscere l’Università di Pisa tra i migliori atenei italiani. La conferma della nostra vivacità e della nostra capacità di fare ricerca e formazione di alto livello è un risultato ancora più apprezzabile se unito a quello del raggiungimento di una situazione di equilibrio finanziario nei nostri conti, ottenuto nonostante la scarsità di finanziamenti assegnati negli ultimi anni al sistema universitario italiano. Ritengo che questi obiettivi debbano rappresentare un ulteriore incentivo ad andare avanti e a fare sempre meglio, valorizzando quanto di buono abbiamo fatto finora”.

Una buona notizia e un pizzico di orgoglio è quello che ci voleva per gli animi inquieti di tanti studenti e docenti Pisani.
Infondo sono loro che contribuiscono a mantenere alto il valore dell’Ateneo Pisano.

Simona Del Regno

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