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5 agosto 2010

Il buongiorno si vede dal “riposo”.

Più si dorme, più si dona energia al cervello per affrontare una nuova settimana lavorativa. Questo è quanto emerso dalla ricerca di un gruppo di ricercatori della Division of Sleep and Chronobiology dell’università della Pennsylvania che ha potuto verificare come le performance di chi ha preferito passare il fine settimana in assoluto relax siano più alte rispetto a chi ha deciso di “lavorare” anche durante il fine settimana.

L’esperimento condotto dai ricercatori consiste nella privazione del sonno su 159 adulti sani con un’età media di 30 anni. Dopo due notti con 10 ore di sonno, a 142 soggetti e’ stato poi permesso di dormire solo quattro ore, dalle 4 alle 8, per cinque notti consecutive. Altri 17 adulti hanno invece dormito 10 ore tutte le notti. A tutti i partecipanti all’esperimento è stato quindi chiesto di compilare un modulo computerizzato 30 minuti dopo essersi svegliati. Ebbene, dai risultati è emerso che i soggetti cui erano state limitate le ore di sonno avevano minori capacità di concentrazione, difficoltà d’attenzione e tempi di reazione molto ridotti.

Secondo quanto pubblicato sulla rivista “Sleep”, il coordinatore dello studio, David Dinges spiega che: “un’ora o due in più di sonno al mattino dopo un periodo di perdita parziale di sonno ha un reale vantaggio per recuperare le forze e l’energia. Un recupero adeguato è importante per far fronte agli effetti della riduzione cronica di sonno sul cervello“.
Sembra proprio che il detto “chi dorme, non piglia pesci“, almeno per il fine settimana, stia perdendo di credibilità.

Dora Della Sala

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