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25 settembre 2010

Il rettore della Sapienza lancia un Ultimatum ai docenti

Luigi Frati ha inviato a 100 docenti una lettera: se entro il 30 settembre non presenteranno la relazione sulla propria attività di ricerca, verranno deferiti al consiglio universitario.

Inizia così la caccia ai “fannulloni” preannunciata lo scorso luglio, quando nel corso di una conferenza stampa convocata da presidi di facoltà, professori e ricercatori della Sapienza per protestare contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini, Frati disse:”Chi ruba lo stipendio,va cacciato”.

Nel nuovo statuto ha inserito i criteri di merito asserendo: «Visto che il 7 per cento delle risorse attribuite dal ministero alle università è ripartito sulla base dei risultati in ricerca e didattica nel nuovo statuto ho inserito i criteri di merito. Chi non è produttivo va fuori».

Didattica vuol dire questo:uno studente che deve laurearsi in 3 anni deve necessariamente farlo in questo arco di tempo altrimenti non va bene. Inoltre, la qualità dell’insegnamento va valutata.

Luigi Frati spiega che si stanno già facendo in alcune facoltà i progress test, insieme alle facoltà europee, al fine di valutare la preparazione degli studenti e per avere un’idea di quanto gli studenti ci metteranno a trovare lavoro.

Il rettore è convinto che si debbano mettere al centro del sistema gli interessi degli studenti per quanto riguarda la didattica e gli interessi della società civile per quanto riguarda la ricerca. Per questo egli considera la legge 1/2009,voluta dalla Gelmini, come la novità positiva più importante degli ultimi 30 anni.

Per tentare ad arrivare al famoso 8% di riduzione stabilita dalla finanziaria triennale per le spese universitarie il rettore ha dichiarato di aver tagliato risorse importanti,dimezzato dipartimenti (da 110 a 65), ridotto facoltà,e abolito i fondi di rappresentanza.

Il rettore chiede un commissario per la gestione economica finanziaria e si dice pronto a fare le valigie se non verrà accettato il bilancio preventivo della Sapienza.

Suona, dunque, come un ultimatum quello lanciato da Luigi Frati, Rettore del più grande ateneo d’Europa, illustrando la riduzione delle facoltà dell’ateneo che passano da 23 a 11 e chiedendo i fondi necessari alla didattica.

Roberta Nardi

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