• Google+
  • Commenta
6 settembre 2010

Università degli Studi di Padova: Le parole che non si dicono

Presentazione del Master in Death Studies attraverso il Teatro dell’Oppresso e lo psicodrammaVenerdì 3 settembre, in Aula Nievo del Palazzo del Bo si terrà una giornata dal titolo la Congiura del silenzio, sviluppata in due momenti di riflessione dinamica: il Teatro dell’Oppresso (dalle 9.30 alle 12.30) e lo Psicodramma (dalle 13.15 alle 17.15).

L’iniziativa sarà l’occasione per presentare il Master in Death Studies dell’Università di Padova, primo in Italia sui temi della morte e della fine vita e diretto dalla professoressa Ines Testoni, che ha avuto nelle edizioni precedenti ospiti come il filosofo Emanuele Severino, il Patriarca Angelo Scola, Beppino Englaro padre di Eluana, Amos Luzzatto, il critico Enrico Ghezzi, i medici David Spiegel e Amato De Monte.

La Congiura del silenzio è quello stallo in cui incorre la relazione quando non si abbiano “le parole per dirlo” perché mai erano state cercate prima o mai qualcuno le aveva insegnate: a volte si tace senza rendersi conto di tacere. È questa appunto la “congiura” a cui tutti (chi sta attorno e chi è protagonista in prima persona) partecipano. Come in una trama ancestrale i soggetti si muovono sulla scena negando l’evidenza e parlano di altro come se ciò che sta accadendo non fosse reale.

Nell’intento di presentare la nuova edizione del Master “Death Studies & the End of Life”, nato proprio per offrire tutte le parole necessarie per reinserire nella relazione che abbiamo con gli altri il tema della morte, viene organizzata questa giornata in cui saranno presentate due tecniche di intervento finalizzate alla ridefinizione dei rapporti umani: il Teatro dell’oppresso e lo Psicodramma.

‹‹Negli Stati Uniti il dibattito scientifico-professionale sulla morte e il fine vita è più acceso ed esiste la figura del tanatologo, cui è affidato il compito di aiutare coloro che stanno morendo e chi gli sta accanto. Nel Regno Unito si azzardano addirittura ad affrontare il tema dell’educazione precoce sul tema del rapporto vita/morte›› dice Ines Testoni direttrice del Master ‹‹Crediamo che qualcosa del genere potrebbe svilupparsi anche in Italia: per questo l’Università di Padova ha istituito il Master “Death Studies & the End of life: studi sulla morte e il morire”. È un master che forma professionisti (medici, psicologi, infermieri, filosofi, insegnanti, educatori e sociologi) e li aiuta a gestire la morte sia dal punto di vista personale che da quello sociale. Questo percorso, però, vuole avere una forte matrice scientifico-culturale›› continua la professoressa Testoni ‹‹che lascia sempre in primo piano il valore della ricerca di senso tra cultura e dialogo interiore. La logica di fondo sta proprio nello spostare continuamente il confine del dibattito dai dilemmi della bioetica a quelli della sofferenza nella terminalità, dalla “death education” alle tecniche per gestire la relazione di aiuto››.

Il Teatro dell’Oppresso è un metodo teatrale elaborato da Augusto Boal a partire dagli anni Sessanta, prima in Brasile e poi in Europa, che usa il teatro come mezzo di conoscenza e trasformazione della realtà interiore, relazionale e sociale. La chiave del suo potere è proprio quella di rendere attivo il pubblico, il quale interviene per modificare quelle parti “già scritte” rigidamente precostituite. Lo Psicodramma è invece una tecnica psicoterapeutica, elaborata da Jacob Moreno, in cui la rappresentazione teatrale viene utilizzata per prendere coscienza dei ruoli assunti nella vita reale.

Google+
© Riproduzione Riservata