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29 ottobre 2010

Attività di cooperazione scientifica tra EFSA e Università di Parma

EFSA finanzia con 230.000 euro uno studio interdisciplinare condotto da 4 docenti dell’Ateneo

Sul tema attuale e importante della salute e della sicurezza alimentare l’Università degli Studi di Parma rappresenta da tempo un punto di riferimento autorevole per le attività produttive della regione e per gli enti istituzionali nazionali ed europei del settore.

Infatti l’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma, ha di recente affidato ad una équipe di ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale del nostro Ateneo, e finanziato con un contributo di circa 230.000 euro, l’incarico di studiare la tossicità subacuta di un potenziale contaminante alimentare ubiquitario. Il progetto vede la partecipazione di personale strutturato con competenze specifiche negli ambiti farmaco-tossicologico e anatomo-patologico e di assegnatari di borse di studio annuali ad hoc. In base all’Art. 36 del regolamento istitutivo dell’EFSA, il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Parma rientra nella lista delle organizzazioni competenti a ricevere grants.
La ricerca, dal titolo “Comparison between 3-MCPD and its palmitic esters in a 90-day toxicological study”, è coordinata dal Prof. Pier Giorgio Petronini, ordinario di Patologia Generale con consolidata esperienza nella ricerca oncologica, e coinvolge il Prof. Attilio Corradi, ordinario di Anatomia Patologica Veterinaria e responsabile delle analisi istopatologiche, il Prof. Antonio Mutti, ordinario di Medicina del Lavoro e responsabile delle analisi ematochimiche e della caratterizzazione del profilo cinetico e la Prof.ssa Elisabetta Barocelli, ordinario di Farmacologia e responsabile del trattamento subacuto sperimentale.

La ricerca riguarda il 3-monocloropropano-1,2-diolo (3-MCPD), un contaminante che si sviluppa durante la trasformazione dei prodotti alimentari ed è stato rinvenuto per la prima volta in diversi alimenti, come le proteine vegetali idrolizzate e la salsa di soia. Si forma in alimenti contenenti grassi e sale quando vengono esposti ad alte temperature durante la produzione.
L’interesse è stato inoltre esteso anche agli esteri grassi del 3-MCPD (esteri 3-MCPD) identificati in diversi prodotti alimentari tra cui i grassi raffinati commestibili, come la margarina e gli oli, nonché gli alimenti per lattanti.
Mentre esistono diversi studi tossicologici condotti su animali in relazione al 3-MCPD, le conoscenze in merito alla tossicocinetica o alla tossicità degli esteri 3-MCPD sono piuttosto scarse, ma si tratta di dati necessari per valutare i possibili rischi per la salute umana.

Lo studio commissionato da EFSA si inserisce in un campo d’indagine attuale e particolarmente vivace, nel quale sono protagonisti anche altri enti di ricerca ed Università europei. Ha come obiettivo la caratterizzazione del profilo tossicologico e tossicocinetico dell’agente contaminante in seguito ad esposizione subcronica e la definizione dei limiti di esposizione accettabili per la salvaguardia della salute dell’uomo e degli animali.

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