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7 ottobre 2010

Parto cesareo o naturale? Ad un test l’ardua sentenza.

Sono mesi che si sente parlare di parti andati male a causa della “perdita” di tempo da parte dei medici per decidere se adottare un parto anziché un altro.

Attraverso l’analisi dei livelli dell’acido lattico, infatti, si eviterebbero queste “perdite” di tempo in modo tale da sconsigliare il parto cesareo alle donne in forma e allo stesso tempo programmare il taglio cesareo in quelle donne che potrebbero avere delle complicazioni limitando possibili sofferenze inutili. Questo è quanto sostiene il team della Liverpool University in collaborazione con il Liverpool Women’s Hospital insieme all’azienda svedese Obstecare.

Un elevato livello di acido lattico nel liquido amniotico-spiega Johan Ubby, ricercatore presso l’Obstecare – segnala che l’utero è esausto e in questa situazione una somministrazione di ossitocina sottoporrebbe la gestante a uno stress eccessivo, rendendo complicato il parto naturale.

Il test adoperato in paesi come il Belgio, la Norvegia e la Svezia, potrebbe migliorare notevolmente la fase del parto delle gestanti.

Dora Della Sala

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