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13 ottobre 2010

Studiare cinese: il futuro è all’insegna del dragone rosso

La Cina è diventata ufficialmente la seconda potenza economica mondiale. Il grande continente rappresenta sempre più dunque, non solo una meta esotica e affascinante, ma anche un centro economico vivace e all’avanguardia. Chi decide di studiare una lingua straniera, prende in seria considerazione l’ipotesi di approfondire la conoscenza della lingua e della cultura cinese; la “China and Italy school of policy” è nata proprio con l’intenzione di offrire un percorso di formazione avanzata sull’industria e sulle politiche per lo sviluppo industriale rivolto a manager d’impresa e policy makers cinesi.

La scuola, diretta dal prof. Marco R. Di Tommaso della Facoltà di Economia di Unife, è promossa dall’Università di Ferrara e da c.MET05 (Centro Interuniversitario di Economia Applicata delle Università di Ferrara, Firenze e Politecnica delle Marche), in collaborazione con la South China University of Technology, il Consolato Generale d’Italia a Canton e la Regione Emilia Romagna. Si tratta di un’iniziativa che si pone l’obbiettivo di favorire i rapporti tra i due Paesi, favorendo il confronto tra territori, politiche, imprese, istituzioni e culture che esistono tra loro.

L’Università l’Orientale di Napoli ha ospitato dal 7 al 10 ottobre la delegazione di Guangdong “China and Italy school of policy,” organizzando per l’occasione un workshop tenuto da Lida Viganoni, rettore dell’università, e i docenti Marco di Tommaso, Maurizio Maddaloni, Anna Maria Palermo, Pietro Masina e Marisa Siddivò. Questi ultimi, durante il workshop, hanno discusso sulla relazione tra i paesi occidentali e orientali e sullo sviluppo e crescita territoriale.

Marilena Grattacaso

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