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27 novembre 2010

Il Teatro degli Orrori in concerto: furia rock tra i Bruzi

Concerto del gruppo alternative-rock “Il teatro degli orrori” a Saporito di Rende (Cosenza). Qualche cenno all’attività musicale della band e alla figura di Ken Saro Wiwa,di cui parla la title track dell’ultimo album del gruppo.Il 20 novembre la scena underground calabrese ha avuto modo di assistere al concerto della band alternative più apprezzata del momento,il Teatro degli Orrori. L’esibizione,promossa dalla “Outshine booking agency”,con la collaborazione della “B-Alternative” (associazione universitaria che da anni contribuisce ad alimentare la scena alternativa cosentina con l’organizzazione di vari eventi),si è svolta nel centro sociale “R.Lanzino”,sito in Saporito di Rende.

La performance del gruppo capeggiato dal poliedrico frontman Pierpaolo Capovilla,già cantante e bassista degli One Dimensional Man (uno dei gruppi italiani più influenti della scena noise-rock italiana degli anni ‘90),è stata aperta dalla esibizione dei cosentini Miss Fraulein.

La data calabrese è stata l’ultimo atto di un tour in giro per l’Italia che ha visto Capovilla e company fare il pieno di pubblico e consensi. Di fronte a oltre 600 fans in delirio,il Teatro degli Orrori ha dato vita ad una performance che li ha visti suonare diverse tracce dell’ultimo lavoro,”A sangue freddo”,(la cui title-track è dedicata al poeta e attivista nigeriano Ken Saro Wiwa,giustiziato nel 1995 dopo che la sua lotta aveva posto all’attenzione del mondo i soprusi a cui era sottoposta la popolazione del delta del Niger,anche e soprattutto a causa delle continue ingerenze delle multinazionali del petrolio) e anche molti pezzi dell’album precedente,”Dell’Impero delle Tenebre”.

Gli spettatori hanno così avuto modo di fare un viaggio nell’evoluzione stilistica e testuale della band attraverso due album estremamente diversi tra di loro: “Dell’impero delle Tenebre” è molto cupo,teatrale,con testi e musica “acidi” e quasi “luciferini”,un album nichilista insomma (anche se qua e là intravediamo qualche spiraglio di luce); “A sangue freddo” abbandona l’impeto noise per una furia rock che non disdegna una certa ricerca melodica e qualche ispirazione al cantautorato italiano.

Nella performance ha trovato spazio anche la recitazione in musica della celebre poesia di Saro Wiwa,”La vera prigione”: uno dei meriti di questa band,oltre all’aver portato una ventata di novità nel panorama rock made in Italy,sta sicuramente nel suo contributo nel far conoscere la storia di questo uomo che da solo si è opposto allo strapotere delle multinazionali,gli imperi coloniali del nuovo millennio.

Alberto De Luca

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