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L’Università degli Studi di Salerno riprende la protesta contro la riforma

17 Novembre 2010
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02/08/2021

Vi sono finalmente aggiornamenti, per quanto riguarda il Campus di Fisciano, sulle azioni di protesta e sensibilizzazione sugli effetti del DDL Gelmini (azioni che l’intero gruppo studentesco, e non solo, sta portando avanti da ormai 2 anni).

Ieri (giorno 16 Novembre) vi è stata assemblea d’Ateneo alle ore 10 presso l’aula Nicola Cilento ( Facoltà di Lettere e Filosofia ), mentre per oggi ( giorno 17 Novembre ) alle 9:30 inizierà il corteo da Piazza Ferrovia ( Salerno) per la Giornata Internazionale di mobilitazione studentesca.

L’assemblea d’Ateneo, promossa dal neo-costituito Coordinamento dei professori associati (che va ad affiancare il Coordinamento dei ricercatori) si è posta come obiettivo non solo un’analisi di quelli che sono stati i risultati degli ultimi mesi di protesta, ma anche di proporre una mobilitazione locale e nazionale maggiormente incisiva rispetto alle precedenti manifestazioni, soprattutto in vista della prossima discussione alla Camera del DDL di riforma universitaria (18-25/11).

L’oggetto delle prossime azioni sarà sempre quello di ribadire la necessità di ritirare il DDL per gli effetti nefasti e degradanti che questo avrà sulla qualità del sistema universitario ( dalla formazione alla ricerca).

Un concetto che la stessa Rete29aprile (il coordinamento nazionale che in passato ha unito i ricercatori degli Atenei italiani) ritiene opportuno ribadire, soprattutto dopo le fantomatiche concessioni finanziarie del Ministro dell’Economia ( gli 800 milioni previsti per l’Università nell’emendamento alla Finanziaria reintegrano solo una parte esigua dei fondi tagliati ).

Qualora il Governo deciderà nuovamente di non ascoltare le richieste (e soprattutto le esigenze) di coloro che ogni giorno offrono il proprio lavoro e le proprie competenze alle Università italiane, piuttosto che agli Istituti di ricerca stranieri, per non abbassare ulteriormente gli standard qualitativi dell’istruzione pubblica, i ricercatori confermeranno l’indisponibilità alla didattica, spinti dalla necessità di impedire che un unico provvedimento ministeriale possa eliminare le condizioni democratiche del sistema accademico e aumentare ancora di più il precariato.

La Ricerca non è l’unica a soffrirne, quando sono previsti tagli dell’89,54% per le borse di studio universitarie, sancendo così definitivamente la fine del diritto allo studio e l’impossibilità per le classi “non ricche” di avere diritto ad una formazione quantomeno dignitosa.

Gli scopi dell’Assemblea pertanto sono stati quelli di definire le iniziative della protesta coordinata a livello nazionale e di contribuire alla diffusione dei temi e delle ragioni delle azioni di protesta contro il DDL Gelmini, dando voce a tutti i componendi del sistema accademico nazionale ( professori, ricercatori, studenti sino al personale tecnico-amministrativo)

Il corte, invece, propone una grande mobilitazione per la giornata internazionale degli studenti ( promossa in Italia da Rete della Conoscenza), che prevede la scesa in piazza di studenti di tutto il mondo per la difesa dei loro diritti contro precarietà e il depauperamento della scuola pubblica.

Domenico Lanzara

© Riproduzione Riservata
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