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28 dicembre 2010

Disoccupazione al Sud: interessa soprattutto le donne

Il rapporto Cnel sull’economia del Mezzogiorno nel 2010 ha evidenziato che dei circa 530 mila posti di lavoro persi nell’ultimo anno e mezzo, 335 mila sono al Sud, dove la percentuale dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni è del 36%.In netto aumento il numero di chi non studia, non ha un impiego e né si preoccupa di cercarlo. È la categoria denominata Neet (dall’inglese “Not in education, employment or training”), e interessa soprattutto le giovani donne, in particolar modo nelle aree dove ancora vige un retaggio culturale per il quale il posto della donna è a casa, con figli e marito cui badare.

Chi non si cura di cercare un impiego è spinto all’oziosità soprattutto dall’andamento generale del mondo del lavoro; poiché neanche i giovani in possesso di un titolo di studio e buone credenziali riescono a trovare lavoro, i ragazzi sono sempre più scoraggiati e inclini all’inerzia.

Secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, la disoccupazione nel nostro Paese è dovuta anche alla scarsa considerazione che le famiglie italiane hanno nei confronti dell’istruzione tecnica e professionale. Tutti vorrebbero figli avvocati, medici o ingegneri, e sbeffeggiano le scuole professionali. Il risultato è un numero esorbitante di diplomati al liceo e pochissimi all’istruzione tecnica, con ovvi riscontri sul mercato dell’industria, che invece richiede a gran voce tecnici informatici, esperti contabili e meccanici, e così via.

Ai giovani desiderosi di cercare e trovare lavoro non resta che preparare la valigia. Sempre più numerosi sono coloro i quali decidono di trasferirsi al Nord – la meta prediletta è il Lazio – o all’estero. Oltre 60 mila di loro sono campani; 36.500 i pugliesi, 35 mila i siciliani. E ancora, la maggior parte di loro appartiene al gentil sesso, e con un livello di studio medio-alto.

Effetti della crisi a parte, ciò di cui il Meridione ha davvero bisogno una buona strategia per la crescita del territorio, riforme giuste e una spinta che faccia venir voglia ai giovani di restare e fare qualcosa per il proprio Paese.

Marilena Grattacaso

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