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4 dicembre 2010

Dov’è finita la cultura?

Riflessioni e provocazioni sul poco (o quasi nullo..) interesse che noi giovani rivolgiamo alla cultura.Dov’è finita la cultura?
Mai come al giorno d’oggi è lecito porsi questa domanda, e non perchè chi se la pone (o la pone agli altri) sia un tutore della cultura generale, ma semplicemente perchè, a mio avviso, dell’assenza di una cosa se ne rende conto solo chi quella cosa la sta cercando.
Dov’è finita la cultura?

Probabilmente sta dormendo, narcotizzata dai messaggi pubblicitari, dalle tv, dalle play-station o consolle di turno, catapultata in una realtà virtuale (stile Matrix) che cambia spesso nome ed interfaccia, ma che resta sempre tale, virtuale.
E forse anch’essa, la cultura, è diventata qualcosa di virtuale, di astratto, mentre un tempo era concreta e dava i suoi frutti.

Dov’è finita la cultura?
Forse si nasconde tra reality e talk-show in prima serata, sotto le mini delle miss di turno, nei reggiseni di ministri e sottosegretari (alla Cultura..) , tra stacchetti di veline e soubrette.
Se ne va in giro di notte, timida ed insicura, tra programmi che durano poco più di mezz’ora e che solo gli insonni guardano. Si aggira per le mostre, per le biblioteche , per le fiere, fa tappa in qualche aula e poi torna a nascondersi.
Di giorno non esce.

Per quale motivo poi?
Chi si nasconde non lo fa mai per caso.
Forse si sente fuori luogo, fuori moda, impopolare , poco chic..
E cosi smette di manifestarsi, rinuncia ad esistere, “libera il mondo”, per dirla alla Pasolini, “sprofonda nel suo bel mare”, ma si mantiene a galla, anche se a fatica.

Nuota tra le onde che riportano a riva le nefandezze del reality di turno o le abitudini sessuali di chi siede in Parlamento.
E’ un fuoco che arde ancora sotto la cenere.
Un fuoco, un tempo di proporzioni enormi, smisurate, diventato un fuocherello che col tempo ci si è dimenticati di alimentare.

Dov’è finita la cultura?
E chi lo sa..
Di certo non nella società odierna, vittima di un manifesto e preoccupante analfabetismo di ritorno.
Ma ovunque essa si trovi, c’è un solo appello che possiamo rivolgergli.
Le chiediamo di non nascondersi, di manifestarsi, di esistere e tornare ad essere, com’è già stata un tempo, un baluardo attivo di questa società decadente.
Che si manifesti a chi in lei ci crede, a chi la cerca e non smetterà mai di cercarla.

In modo da non doverci porre più in futuro una domanda ormai troppo frequente al giorno d’oggi..
Dov’è finita la cultura?

Luca Rota

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