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3 dicembre 2010

Il futuro dell’università siciliana

Maurizio Carta, ordinario di Urbanistica, delegato del rettore alle politiche di sviluppo territoriale e assessore comunale al Centro storico di Palermo, ha, in una recente intervista, parlato del futuro degli atenei siciliani in vista della politica di austerity varata dal governo con la “riforma” Gelmini.

Per prima cosa si deve promuovere il rapporto con il territorio, cioè si deve legare l’università al tessuto sociale e culturale e non considerare l’università come un qualcosa di completamente avulso dalla realtà. Infatti a Palermo si parla di “Univercittà“.

Con i tagli della riforma Gelmini e della finanziaria l’università deve essere in grado di trovare fondi “alternativi” altrimenti ci sono seri rischi, per le università del nord questo è più “semplice” mentre per gli atenei meridionali occorrono maggiori sforzi.

La soluzione, secondo Carta, è quella di una federazione di atenei, cosa che già sta avvenendo in Sicilia. Nel concreto si tratta di mettere in comunicazione diverse università e dividersi l’organizzazione dell’offerta formativa, nei fatti i corsi che ci sono a Palermo non ci saranno a Catania e viceversa. L’obiettivo è, entro il 2012, arrivare ad un sistema universitario regionale e ad una offerta formativa regionale. Attualmente in collaborazione ci sono le università di Palermo, Catania, Messina ed Enna.

Marano Virgilio
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