• Google+
  • Commenta
15 dicembre 2010

La musica come strumento pedagogico, formativo e terapeutico

Nella vita ci sono degli interessi che riguardano l’individuo sin dalla giovane età. Si può parlare di veri e propri elementi fondamentali che possono cambiare la vita in maniera positiva del soggetto che ne è attratto.

Una delle materie, anzi, forse è meglio parlare di interessi che sono strettamente legati alla vita di un numero crescente di persone, è legato alla musica. In tutto e per tutto; delle semplici note disposte in maniera tale da essere orecchiabili e facilmente comprensibili. Delle parole che spesso di accompagnano a delle vicende della vita del compositore e proprio per l’elemento diffusivo della musica, vengono recepite dal compratore- cliente del disco o del cd.

La musica è anche compagnia, sollievo, rappresenta un modo per evadere dalla realtà. Non c’è niente di più bello che strimpellare una qualsiasi canzone con un gruppo di amici in qualsiasi circostanza purchè sia in compagnia anche per sollevare gli umori dei più scostanti o malinconici. L’elemento musica fa girare anche l’economia

La musica ha anche effetto terapeutico. Serve ad educare; a migliorare le relazioni inter-personali soprattutto dei soggetti di giovane età che purtroppo manifestano problemi sociali di confronto con i propri simili.

E’ questo che può essere ciò che ha spinto il prof Pruneri dell’Università degli studi di Sassari ad organizzare in data 16 dicembre 2010 un seminario dal titolo “La musica come strumento pedagogico formativo e terapeutico“.

Queste le sue impressioni nel giorno della presentazione ufficiale dell’evento

Sono convinto che sia necessario parlare della musica perchè è una vera e propria arte che contraddistingue i popoli da diverse generazioni; quando poi essa serve anche ad aiutare delle persone in difficoltà si evidenzia anche la sua valenza culturale che è riconosciuta da tutti. Tale convegno – dato questo quasi scontato punto di partenza – servirà per illustrare delle nuove tecniche con le quali i musico-terapeuti potranno svolgere in maniera sempre più completa ed efficiente il proprio lavoro e ciò sarà rispondente alle richieste del paziente interessato“.

Marco Cristofaro

Google+
© Riproduzione Riservata