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29 dicembre 2010

L’Università della Calabria, tra luci e ombre

L’Università della Calabria è, ormai da qualche tempo, un punto di riferimento per migliaia di giovani che hanno l’opportunità di studiare nella propria regione, senza doversi recare al di fuori della Calabria per portare a termine gli studi.

La possibilità di studiare nella propria terra offre molteplici vantaggi. Consente, infatti, di sostenere spese meno onerose per il mantenimento, permette di poter godere del calore, del sostegno della famiglia, avendo l’opportunità di ritornare nelle proprie dimore con maggiore frequenza. L’ateneo sotto molti aspetti rappresenta un fiore all’occhiello per la Calabria.

L’offerta didattica, difatti, è ampia, la qualità degli insegnamenti è nel complesso buona con punti di eccellenza soprattutto per quanto concerne le facoltà scientifiche; basti pensare alla facoltà di Ingegneria che è considerata tra le migliori in Italia. Dal punto di vista logistico, inoltre, ha notevoli vantaggi. La struttura, infatti, si snoda lungo un Ponte ove sono dislocate tutte le facoltà e i servizi offerti agli studenti, mentre in altri atenei bisogna spesso spostarsi dall’altra parte della città per raggiungere le aule, seguire lezioni, sostenere esami o recarsi nelle segreterie con notevoli problemi di mobilità per docenti impiegati e studenti.

La nostra università, inoltre, è una delle poche che presenta un bilancio in attivo, una realtà, dunque, da questo punto di vista virtuosa. È all’avanguardia anche per quanto riguarda il livello di informatizzazione. È dotata del sistema Uniwex per la prenotazione degli esami; nella maggior parte delle facoltà è disponibile la firma digitale che velocizza la registrazione degli esami e molti servizi sono disponibili online. Una realtà dunque, consolidata, integrata nel tessuto socio-culturale della nostra terra, un luogo in cui è possibile realizzare uno scambio di idee, di saperi, consentendo così il completamento del percorso formativo dello studente e un arricchimento a livello personale.

Tuttavia, l’Unical presenta luci e ombre. Se da un lato può essere considerata come un esempio da seguire, dall’altra, a causa di una serie di problematiche, non può essere considerata come un’università di primo piano. Tra i problemi che non consentono ad essa di poter aspirare a ricoprire il ruolo di guida, di faro della nostra terra occorre evidenziare quello dello scarso funzionamento delle Segreterie Studenti. Spesso, soprattutto nei corsi di laurea umanistici si verificano incresciosi inconvenienti tecnici e si creano così notevoli disagi per la popolazione studentesca. Tra i disservizi più frequenti, si segnalano perdite di statini, di conseguenza la mancata registrazione dell’esame, lo smarrimento di bollettini di avvenuto pagamento delle tasse, la lentezza nell’espletamento di pratiche, scarsa informazione, assenteismo diffuso del personale.

Non c’è dubbio che esistono anche lavoratori del settore amministrativo che lavorano alacremente e compiono il loro dovere ma, purtroppo, sono in netta minoranza. Le cause di questa situazione caotica sono legate essenzialmente a due fattori: mancanza di personale, a fronte, infatti, di una crescita esponenziale del numero degli iscritti, per cui non c’è stato un corrispettivo aumento del personale. Perciò, spesso gli impiegati si trovano a lavorare in condizioni disastrose, dovendo rispondere alle esigenze di migliaia di studenti e costretti ad occuparsi di una mole enorme di lavoro. Il secondo fattore è legato al fatto che numerosi lavoratori non compiono il loro dovere, contribuendo ad aggravare la già difficile situazione.

Eppure, le tasse per l’erogazione dei servizi sono cospicue e, pertanto, ci dovrebbero essere erogazioni all’altezza del contributo economico versato. Altre difficoltà si registrano per ciò che riguarda l’attività di tutoraggio. Spesso i tutor non sono in grado di fornire aiuto a chi a essi si rivolge. Danno informazioni fuorvianti, contraddittorie, propinano pani di studio che puntualmente bisogna cambiare l’anno successivo, non sono, dunque, all’altezza del delicato incarico che ricoprono e lo studente si trova spesso da solo nell’affrontare il percorso di formazione universitario; peccano di presunzione, di superficialità, mostrano disattenzione; eppure in molti casi sono retribuiti regolarmente.

Da porre in rilievo anche problemi di natura logistica. Tra questi spiccano la mancanza di un numero sufficiente di parcheggi e difficoltà, dunque, per coloro che decidono di recarsi in auto all’Unical. Esistono, inoltre, carenze strutturali. Vi sono poche aule rispetto al numero dei frequentanti e degli iscritti. Ci si trova, così, a seguire lezioni in luoghi angusti, stretti, stipati come sardine. Alcune volte si assiste a un’autentica ressa per assicurarsi i posti a sedere. Infine, bisogna segnalare una struttura non particolarmente attrezzata per i diversamente abili.

Si può notare come gli ascensori terminino al terzo piano dei cubi e chi si trova nell’impossibilità di poter deambulare per raggiungere il piano superiore, è costretto a risalire una rampa di scale; mancano quasi totalmente percorsi per disabili e quelli esistenti sono insufficienti e realizzati senza criterio. A tal proposito, basti osservare, per i ciechi realizzati recentemente, molti terminano su scale o ostacoli e sono realizzati con materiali inadatti, che rendono pericoloso percorrere il tragitto segnato. Volendo concludere, l’università calabrese, per diventare volano di sviluppo, e per inserirsi nel contesto culturale europeo, deve impegnarsi a risolvere questi gravi problemi.

Occorre un impegno comune di istituzioni, studenti, docenti e personale amministrativo, altrimenti, con il passare del tempo, il degrado avanzerà in maniera inesorabile, trasformando l’ateneo nell’ennesima cattedrale nel deserto del Meridione.

Vincenzo Amone

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