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27 gennaio 2011

Raccordo Av-Sa: Benetton ed Atlantia si aggiudicano l’appalto.

Purtroppo continuare a manifestare, forse, non servirà più.
Entro maggio l’utopia del raccordo autostradale Avellino-Salerno diventerà realtà.
Nei giorni scorsi il gruppo Benetton,infatti, si è aggiudicato la gara d’appalto bandita dall’Anas per la tariffazione dei circa trentuno chilometri della tratta Av-Sa.

Una notizia questa che non fa altro che destare numerose preoccupazioni, in primis l’agibilità della tratta che collega i centri di Baronissi, Fisciano, Montoro(inferiore e superiore), Solofra, Serino ed Atripalda.

Il raccordo, infatti, avrebbe bisogno di urgentissimi lavori di ristrutturazione e messa a norma, ma da quando si è iniziato a parlare di questa possibilità del pedaggio sul raccordo l’unico intervento di ammodernamento, ma di certo non di messa a norma, è stato quello di mettere dei cestini per l’immondizia lungo le piazzole di sosta e questo sarà l’unico intervento insieme all’installazione dei rilevatori satellitari per il pagamento del pedaggio.

I cittadini sono consapevoli che questa tratta, che vede milioni di automobilisti, studenti e lavoratori percorrerla ogni giorno, non è destinata al pedaggio.
Per essere una strada a pedaggio, infatti, la tratta necessita assolutamente di essere messa a norma(la creazione della terza corsia, asfalto possibilmente senza crepe e quant’altro) solo allora si potrà iniziare a concepire il pagamento della tratta per usufruire di un servizio che assicuri l’incolumità dell’automobilista e non parlare di pagamento solo per aumentare gli introiti dell’Anas, perché alla fine la questione è questa: la tratta Av-Sa diventerà a pagamento insieme agli altri raccordi perché l’Anas necessità di fondi per mantenersi in piedi e l’unica soluzione possibile per ovviare al problema è appunto l’introduzione di nuovi pedaggi.
Tutto questo ha davvero del ridicolo, ma purtroppo in Italia ci si deve aspettare di tutto dato che ultimamente la parola d’ordine in questi casi è “GUADAGNARE” anche se a pagarne le conseguenze dovranno essere i cittadini.

Ovviamente lungo il raccordo non troveremo i caselli con le barriere ma troveremo porte dedicate al pagamento elettronico (in inglese free-flow) senza la necessità di fermarsi (sia in entrata sia in uscita).

E’Atlantia, il nome dell’azienda che si è aggiudicato l’appalto per la realizzazione delle strutture utili al pagamento del pedaggio elettronico.

In questo caso il pedaggio verrà riscosso grazie ad apparecchiature, posizionate nei veicoli, dotate di microchip “letti” da sensori in prossimità delle porte che registrano i dati e addebitano il pedaggio generalmente nel conto bancario comunicato precedentemente dal cliente al gestore della strada; le apparecchiature vengono precedentemente acquistate (o date in prestito anche gratuito) dal gestore della strada.

Dora Della Sala

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