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16 gennaio 2011

Si può rispondere con pallottole e scossoni ad una manifestazione pacifica?

Della serie al peggio non c’è mai fine. Ancora una volta, le forze dell’ordine sono intervenute a Napoli per fermare e minacciare un gruppo di ragazzi appartenenti al Coordinamento degli Studenti Autorganizzati Campani. La loro colpa? Una manifestazione pacifica contro la riforma Gelmini.Gli studenti erano in procinto di organizzare una mostra fotografica nel centro storico di Napoli, a piazza San Domenico. L’esposizione aveva il solo scopo di raccontare, con le immagini, i momenti salienti della mobilitazione tenutasi quest’anno nei confronti della riforma voluta dal Ministro dell’Istruzione.

Niente rabbia, nessun atto violento nei confronti dei passanti o gesti vandalici verso i monumenti della città. Non c’erano persone armate, né l’atmosfera che si respirava in piazza dava sentore di una protesta aggressiva in agguato. I passanti passeggiavano tranquilli accanto agli studenti impegnati nella loro mostra.

Eppure, alle cinque del pomeriggio una volante e due motociclette della polizia municipale sono sopraggiunte a San Domenico, intimando agli studenti di staccare i cartelloni e porre fine a ciò che stavano facendo.

I ragazzi non hanno avuto il tempo di chiedere le motivazioni del divieto, perché le (cosiddette) forze dell’ordine hanno iniziato a staccare le foto e i cartelloni affissi, e a strattonare violentemente i ragazzi che hanno cercato di fermarli. Un ragazzo che filmava tutto col cellulare, è stato aggredito e portato via in un bar in piazza.

Solo il presidio organizzato subito dai suoi compagni, accompagnato dalle proteste dei passanti sconvolti e allibiti per il comportamento della polizia, ha fatto ottenere il rilascio del ragazzo sequestrato, ma la tensione non è diminuita. Addirittura, gli studenti sono stati minacciati con le armi da fuoco, al grido di “Se non ve ne andate, vi sparo.”

La manifestazione si è svolta ugualmente, grazie anche all’appoggio dei concittadini e degli studenti accorsi per assistere alla mostra, i quali in seguito hanno dato il via ad un corteo pacifico verso il comando della polizia municipale a Piazza Dante.

Lo sbigottimento passa, la rabbia resta. Non si tratta della prima manifestazione pacifica che viene bruscamente interrotta dagli organi che dovrebbero garantire la sicurezza della gente. E ci si domanda sulla correttezza del comportamento di chi, invece di minacciare una protesta pacifica di un gruppo si studenti o lavoratori, dovrebbe occuparsi dei problemi seri della città.

Marilena Grattacaso

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