• Google+
  • Commenta
25 gennaio 2011

Un contributo “tutto palermitano” alla ricerca italiana in Antartide

L’Italia è ricca di talenti inespressi. Persone che sono spesso costrette a fare le valigie per avere la possibilità di esprimere tutto il loro talento nei rispettivi ambiti lavorativi.

Questa è purtroppo una considerazione, che, sta diventando sempre più frequente; un dato questo che lascia poco spiragli di luce se le cose continuano così. Il dato diventa ancora più allarmante se lo si trasferisce sui giovani. Intere schiere di ragazzi meritevoli che data la loro inesperienza nel mondo del lavoro, sono costretti a “deporre le armi” fin da subito perchè costretti a convivere con un costante alone di negatività alla quale si accompagna una perenne scarsità di risorse economiche per la ricerca.

Bisogna avere fiducia nel lavoro di squadra; il lavoro se viene svolto con un obiettivo ben preciso e supporti tecnici di primo ordine, non lascia mai insoddisfatti.
Il nostro Paese dovrebbe prendere atto di questo per poter avanzare soprattutto in campo scientifico.

La testimonianza del discorso appena fatto, viene fornita, da una notizia che per alcuni non è una sorpresa. Per rendere merito infatti alla bontà dei talenti che è capace di sfornare la nostra nazione, bisogna menzionare la partecipazione di 3 docenti dell’Università degli studi di Palermo, precisamente Adriana Bellanca, Rodolfo Neri e Giovanna Scopelliti, alla ricerca italiana in Antartide.

La notizia è stata messa in risalto da un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Elsevier Global and Planetary Change. Tale progetto, riunisce le competenze di esperti del settore, provenienti da 5 nazioni ( Germania, Italia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Inghilterra) per ricostruire la storia, attraverso lo studio di record statigrafici del margine antartico, e la velocità della variazioni glaciali nella regione Antartica.

” Bisogna essere orgogliosi per quanto stanno facendo questi stimati professori, e soprattutto per il loro apporto sempre preciso alla ricerca”. Parole queste pronunciate dal rettore dell’università di Palermo prof Roberto Lagalla che testimoniano, il lavoro che viene profuso nelle aule dell’ateneo siciliano e che per la loro bontà, vengono riconosciuti anche al di fuori dei confini nazionali.

Marco Cristofaro

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy