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7 febbraio 2011

L’università di Palermo insegna agli studenti i metodi per diventare e ragionare da imprenditore.

L’università è da sempre considerata come fondamentale per la crescita culturale e sociale dello studente. Un periodo in cui si alternano in maniera quasi automatica gioie e dolori; amicizie e dissapori. Momenti questi che servono ad arricchire il bagaglio culturale di tutti coloro gravitano in questo mondo.

Giornate, mesi, anni che servono per formare una persona che poi, terminati gli studi, sia abile ad arruolabile per poter svolgere il lavoro per il quale ha da sempre studiato e portato avanti le sue idee.

Sarebbe riduttivo riassumere il percorso universitario in queste poche righe; credo però di aver dato in maniera spero sapiente i contorni sui quali si basa questo periodo della nostra vita. Durante gli studi è possibile prendere parte a numerose iniziative che vengono proposte dal corpo docenti e sono collaterali allo studio nelle aule e sui diversi manuali.

E’ da menzionare in maniera soddisfacente un corso alternativo che è stato approvato dall’Università degli studi di Palermo.

L’ateneo siculo infatti vista la pressante crisi che attanaglia il nostro Paese ha deciso di intraprendere un corso dal titolo “L’ateneo insegna agli studenti a diventare imprenditori”. I corsi sono stati promossi dal connubio tra il consorzio ARCA e al Centro di Orientamento e Tutorato dello stesso ateneo.

La durata per ogni singolo incontro è di 3 ore per un computo totale di 30 ore. La cadenza dei dibattiti si snoda in forma settimanale.

“Dobbiamo istruire i giovani – esordisce il magnifico rettore UniPa prof Roberto Lagalla – a sapersi districare nei diversi ambiti che compongono il mondo del lavoro. In questo periodo di crisi questa perizia tecnica richiama tutta la sua importanza. Oramai il mondo del lavoro è cambiato; per questo ritengo sia necessario fornire alla platea i mezzi e le conoscenze necessarie per poter affrontare con successo le diverse opportunità che si manifestano nello svariato mondo del mercato nazionale ed internazionale”.

Marco Cristofaro

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