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17 febbraio 2011

Sky boicotta Sanremo

Da ormai 60 anni va avanti il Festival della canzone italiana di Sanremo, portando avanti una tradizione canzonettistica tutta italiana, il che lascia alquanto perplessi sulle reazioni.

Diventato il vessillo dell’intrattenimento italiano, il festival è ormai il dominatore indiscusso del palinsesto televisivo. E’ un dato di fatto che i telespettatori sono costretti a due opzioni: sintonizzarsi con la diretta di Sanremo o spegnere il televisore.

Una mancanza di scelta alla quale ogni cittadino del nostro paese ha, ormai da anni, per la precisione 17, fatto l’abitudine (e non solo in ambito televisivo).

A questa tacita dittatura ha pensato di mettere fine la tv privata, Sky. Premettendo che non lasciare opportunità di scelta ad un pubblico, ad ogni modo pagante (vedi canone rai), sia una prepotenza da parte dei magnati televisivi, sembra fuori da ogni logica, se non da quella monetaria, la necessità di ricorrere alla tv privata per avere (più) scelta e (maggiore) qualità.

“Se Sky non offrisse una alternativa durante la settimana di Sanremo – spiega il vicepresidente Andrea Scrosati – noi non staremmo facendo il nostro mestiere, con 170 canali disponibili, grandi film, un Tg che 24 ore su 24 segue quello che sta accadendo in Maghreb e le grandi serie tv su Sky Uno”.

Su Sky Uno lancia, proprio lungo la settimana del festival, la nuova serie Spartacus: sangue e sabbia, prodotta da Sam Raimi, con Andy Withfield nei panni del gladiatore schiavizzato.

La serie andrà in onda giovedì alle ore 21:10, censurandone le scene più cruente, per poi darne domenica alle ore 23:10 la versione uncut, così come Raimi l’ha concepita.

Ideata da Steven Deknight (Smalville e Dollhouse), il regista, qui in veste di produttore, imposta la serie come una graphic novel in stile 300 o Sin City, infarcendola di storie passionali e cruenti scontri corpo a corpo. Insomma moltissima azione, sia per quanto riguarda la macchina da presa che per la corporeità stessa dei personaggi.

Il vicepresidente di Sky ritiene che “Negli ultimi dieci anni le serie tv sono il luogo dove più si è sperimentato. Così come ‘Lost’ segnò una svolta, ora ‘Spartacus’ è uno spartiacque dal punto di vista grafico”.

La serie, lanciata su Starz, canale americano a pagamento, è già culto. 13 milioni di spettatori e gruppi di 950 mila fan su Facebook ne sono la testimonianza. Complice sicuramente la grande fama del regista di La Casa, Spiderman e L’armata delle tenebre.

L’attore Andy Withfield ha, purtroppo, dovuto sospendere la serie per sconfiggere un linfoma non Hodgking. Andranno infatti in onda sul canale Sky Uno i 13 episodi che sembrano segnare una prima stagione.

Assurgendo il panorama televisivo pubblico come il paradigma dell’Italia stessa, basta citare una frase, seppur poco delicata, del telefilm in questione per intendere il paragone: “Quell’uomo ha le dita infilate in tutti i buchi giusti. Basta che le muova e tutti cagano oro”.

Serena Calabrese

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