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31 marzo 2011

Buon vino fa buon sangue

Da una ricerca dell’Università degli Studi di Siena è emerso come un bel bicchiere di vino rosso al giorno abbia notevoli effetti benefici Una ricerca del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Siena e Città del Vino ha dimostrato il reale effetto biologico del vino rosso e ha dato l’input per creare una base di studio per lo sviluppo di prodotti polifenolici con attività antiossidante ed antinfiammatori.

Già da tempo si era a conoscenza degli effetti benefici del vino rosso e dei suoi costituenti, ma è proprio grazie a questa ricerca che è stato messo in evidenza come a partire dalle sostanze polifenoliche che il vino rosso contiene, è possibile studiare e sviluppare estratti e associazioni polifenoliche. Quindi nel vino rosso potrebbe essere individuata una fonte inesauribile e inoltre economica.

La ricerca compiuta da Stella Ciatti come lavoro sperimentale di tesi di laurea magistrale in Farmacia, con la supervisione della professoressa Daniela Giacchetti e del dottor Marco Biagi anch’essi facenti parte del dipartimento di scienze ambientali dell’Università degli Studi di Siena, ha confermato la funzione e la grande importanza dei polifoenoli, contenuti nel vino, come antiossidanti naturali, con effetto protettivo, innanzitutto sul sistema cardiovascolare ma capaci anche di inibire processi infiammatori non mediati e di svolgere un ruolo antiaging grazie all’azione radical scavenger.

Le analisi sono state effettuate su un campione di 16 vini rossi italiani. Attraverso questa ricerca è stato possibile valutare l’azione protettiva delle sostanze polifenoliche, contenute nel vino rosso, contro il danno ossidativo, con l’obiettivo di indagare il meccanismo d’azione sotteso e il contributo dei singoli costituenti e del fitocomplesso.

In letteratura si era più volte discusso sulla notevole differenza di attività biologica tra vino rosso e vino bianco. Grazie a questa ricerca la diatriba risulta finalmente conclusa in modo indubbio dal momento che è proprio il pool polifenolico e la componente antocianosidica, caratteristiche dei vini rossi, a manifestare in modo più evidente l’azione antiossidante.

Dai risultati emersi dalla ricerca è stato inoltre evidenziato come il vino rosso anche consumato in modo moderato, ossia un bicchiere abbondante a pasto, permetta di ottenere questi benefici effetti biologici. Tra l’altro i vini selezionati e studiati presentano composizioni chimiche molto differenti tra di loro, ma nonostante questo conservano tutti i medesimi effetti benefici.

Il presidente della Città del Vino Giampaolo Pioli ha sottolineato che occorre sostenere la ricerca perché è solo attraverso la conoscenza che si possono stigmatizzare i comportamenti deviati e gli eccessi in modo da sviluppare una cultura del bere vino consapevole e benefica.

Per maggiori informazioni: http://www.unisi.it/internet/home.html

Pietro Marzocca

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