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30 marzo 2011

Cos’è un bacio?

Ad ognuno il suo bacio: quello di Giuda, di Madonna e Britney Spears,quello di pace, il bacio a testa in giù tra la Dunst e Tobey Maguire in Spider-Man e
quello che si scambiano i mafiosi.

Bacio desiderato, rubato, rovesciato, attorcigliato, abbandonato, in apnea.

Il bacio. Di base è una forma di comunicazione. Come spiega un famoso saggio, scritto a più mani da esperti dell’Università di Sheffield, “The Kiss in History”, che hanno analizzato i baci dati sulle labbra, le mani, fra nasi o spediti a distanza sulla punta delle dita.

Ma quanti tipi di baci esistono? Tanti. E’ proprio il caso di dire “Paese che vai, bacio che trovi”.

I leader dell’Europa dell’Est se lo scambiano sulla bocca anche tra maschi, per sottolineare un accordo politico. Mentre in Polinesia si fa naso contro naso per dare il benvenuto ad un ospite. Gli indigeni della Melanesia addirittura arrivano a succhiare la lingua e a mordersi le labbra a sangue. E per finire nell’Australia del Nord, per accogliere un ospite si strofinano tutto il corpo con lo scopo di raccoglierne il sudore e poi applicarlo al nuovo venuto in segno di unione olfattiva.

Il bacio insomma ha diverse forme e funzione, e come ogni gesto porta con se un’insieme di attività spesso “faticose”, come ci spiega Alain Montandon, antropologo francese che al gesto appassionato del bacio, ha dedicato un libro.

A sentire l’esperto infatti, baciarsi è una faticaccia, ma ne varrebbe la pena. Per unire le labbra, infatti, si impiegano 29 muscoli, di cui 17 solo per muovere la lingua. “Durante ogni bacio, scrive, scambiamo 9 milligrammi d’acqua, 0,18 di sostanze organiche, 0,7 di materie grasse, 0,45 di sale, oltre a centinaia di batteri e milioni di germi”.

Di baci, secondo lo studioso, poi, ce ne sarebbero almeno venti tipi: erotici, di tenerezza fra mamma e bimbo, politici, formali.; baci traditori o di rafforzamento di un legame tra appartenenti ad un gruppo sociale.
Ma soffermiamoci adesso sul bacio più usato al mondo,il più elettrizzante, ovvero il bacio di coppia.

Il primo bacio che scambiamo con qualcuno dell’altro sesso è una tempesta in grado di risvegliare gli ormoni. Ormai ne sono convinti psicologi, genetisti e soprattutto, amanti. “E tutto questo, per merito di un gene il Gpr54.

Scoperto dai ricercatori dell’Università americana di Pittsburgh e ribattezzato “Kiss 1”, primo bacio che “al primo scambio fatale ,produce kisspeptina, una proteina capace di risvegliare gli ormoni sessuali, in letargo sino alla pubertà”, queste le affermazioni di Tony Plant, responsabile dello studio.

Ecco, trovata la spiegazione all’effetto del bacio del principe sulla Bella Addormentata nel bosco.

Beh, è triste dirlo, ma diversi studi confermano che nel bacio non giace nessuna magia romantica, più tosto una scienza romantica o per essere più specifici, una neuroscienza. Per dirla tutta si tratta di una nuova sezione chiamata Filematologia: è una scienza che studia le funzioni e tutti gli aspetti del bacio in una coppia, ovvero quel cocktail di chimica, biologia e neurologia.

Altro che “apostrofo rosa fra le parole t’ amo”.

Sheril Kirshenbaum, giovane ricercatrice dell’ università del Texas, ci svela i segreti, con un volume intitolato “The Science of Kissing“, una vera e propria miniera di sapere che prova a rispondere al famoso quesito: «Cos’ è un bacio?».

Per non parlare della brillante e massima esperta di filematologia, Helen Fisher della Rutgers University, instancabile organizzatrice di convegni ed esperimenti a tema. Secondo la studiosa, unire le labbra e intrecciare le lingue permette di scegliere il partner più adatto alla riproduzione.

Un bacio appassionato, si sa, scatena un cataclisma. I vasi sanguigni si dilatano. Il cervello riceve più ossigeno. Il respiro si fa irregolare. E ancora le guance arrossiscono, il battito del cuore aumenta e le pupille si dilatano: al punto da costringere molti a chiudere gli occhi.

Emozione sentimentale? Non credo.

È proprio quando pensiamo di essere al culmine dell’ abbandono che le papille della lingua sono più impegnate: a raccogliere forsennatamente informazioni, analizzando il “sapore” del partner.

Lo ammetto, descritto così suscita un non so che di inquietante, ma è quello che accade, pensatela un po’ come “il rapporto tra i Na’vi” nel film Avatar, code a parte.

Beh, il mio tanto sbandierato “riconoscersi a pelle”, va a farsi friggere a questo punto, ma non sono la sola a farne le spese.

Anche , Claus Wedekind, biologo svizzero, qualche anno fa fece annusare ad alcune donne le maglie usate, per giorni, da uomini ponendo l’ odore come fattore determinante dell’ attrazione sessuale, fallendo.
Infatti sostiene oggi, che il “gusto dell’ altro” la dice lunga su tutto, anche su stato di salute e fertilità.

E addirittura scatena un processo intuitivo che spinge verso partner dal patrimonio genetico differente: prediligendo chi ha sapore e odore diversi da quelli dei nostri familiari, in funzione di una potenziale riproduzione geneticamente più ricca e sana.

Assurdo, vero?

Le informazioni chimiche così raccolte vanno a stuzzicare miliardi di neuroni che chimicamente mettono in funzione quelle aree della corteccia cerebrale responsabili dei legami sociali. E altrettanto chimicamente il cervello risponde: suggerendo il passo successivo.

Sappiamo tutti riconoscere un bel bacio da uno pessimo, questo perché un buon bacio funziona insomma come uno stupefacente: stimola dopamine e ossitocine spingendoci ad agire al di là della nostra volontà. Scatenando il legame amoroso.
Mentre un pessimo bacio, invece, crea caos chimico: svegliando quell’ ormone dello stress chiamato cortisolo che istiga l’allontanamento.

Lo dimostra ulteriormente, uno studio dello psicologo evoluzionista Gordon Gallup dell’ università di Albany: il 59 per cento degli uomini e il 66 per cento delle donne interrompono una relazione nascente per uno sbaciucchiamento andato male. Ecco perché riponiamo su questo gesto il fattore più importante per l’inizio di una relazione di coppia.

Ma anche, un esperimento dello psicologo John Bohannon della Butler University ha appurato che è fra le memorie più vivide del nostro passato. Ricordiamo il 90 per cento di quel momento: dov’ eravamo, chi ha fatto la prima mossa, che musica trasmetteva la radio.

Quindi attenzione, se a fine serata vi accorgete di non essere poi così tanto attratti dal bacio della persona che vi sta accanto, non perdeteci troppo tempo!

La scusa di un banale “mal di testa e via”, è la soluzione più semplice.

Maria Teresa Violi

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