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8 marzo 2011

In Campania atenei federati e corsi soppressi

L’accordo è stato firmato il 23 febbraio dal Ministro Gelmini, insieme al presidente Caldoro e ai sette rettori degli atenei campani, e prevede un processo di federazione delle sette Università che inizierà nel 2012 e sarà attivo per cinque anni.Gli atenei interessati sono la Federico II, l’Orientale, la Parthenope, la Seconda Università di Napoli, l’Università di Salerno, l’Università del Sannio, e l’istituto Suor Orsola Benincasa. Saranno partecipi di un programma di coordinamento e concentrazione dei poteri decisionali, che saranno attribuiti ad un solo organo federale, ossia un comitato costituito dai rettori, dall’assessore regionale all’Università e alla Ricerca e da un rappresentante degli studenti.

Quest’ultimo dovrebbe rappresentare tutti gli atenei federati, e ancora non è chiaro né il criterio col quale sarà eletto né con quale principio possa effettivamente fare le veci di studenti dai bisogni ed esigenze tutte dissimili tra loro, in quanto appartenenti a facoltà e università diverse.

Come già accaduto per le università di Puglia, Basilicata e Molise, la federazione degli atenei sembra l’unica risposta possibile per adeguarsi ai tagli del governo imposti dalla riforma Gelmini. Il fine ultimo è quello di contenere la spesa pubblica, attraverso la riduzione degli ambiti disciplinari “in eccesso”, il trasferimento di determinati corsi negli atenei con maggiore vocazione didattica nel settore di riferimento, la specializzazione di ogni sede e il riordino dei dottorati di ricerca.

Da qui la soppressione di ben 34 corsi di laurea e di 6 sedi decentrate. Col risultato di far aumentare il numero degli studenti fuori sede, creando ulteriori disagi a causa della precarietà dei servizi offerti dagli atenei “virtuosi” (poche aule, pochi posti a sedere, servizi non insufficienti).

Gli studenti sostengono che il progetto sia ben lontano dal rappresentare un adeguato progetto di rifinanziamento del sistema del diritto allo studio, ed infatti, come già accaduto al processo federativo delle università di Puglia, Basilicata e Molise, neanche questa volta la componente studentesca ha partecipato in maniera attiva.

Marilena Grattacaso

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