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3 marzo 2011

La silenziosa voce della sofferenza

Martedì 8 marzo, alle ore 11.00, si terrà presso il dipartimento di Neurologia e Psichiatria dell’Università di Roma La Sapienza, la giornata di studio “Disturbi del comportamento alimentare e sentimenti” al fine di analizzare i disturbi alimentari legati a sofferenze affettive.
Protagonista dell’evento sarà Stefano Piccirillo, voce storica della radio italiana: da Rds a Radio Kiss Kiss, passando dal Rtl a Radio 101, e autore del romanzo “La mia guarigione” in cui racconta ai giovani studenti dell’Università La Sapienza di Roma, uno scorcio di vita dove il principale problema diventa il difficile rapporto con l’affettività, le cui conseguenze conducono inevitabilmente ad una depressione anche a livello fisico.

La non accettazione del proprio corpo, la mancanza o riduzione volontaria dell’appetito e l’eccessiva magrezza, sono solo alcuni dei temi che l’autore tocca e approfondisce.
Un’esperienza personale dunque, che narra gli effetti devastanti delle pene d’amore sul rapporto col cibo e col proprio corpo.

Stefano Piccirillo ci fornisce col suo romanzo, una testimonianza di vita passata a rincorrere una stabilità sentimentale, restituendoci una fotografia introspettiva di grande impatto e grande presa sul lettore, che è chiamato continuamente a riconoscere i labili confini che separano la vita quotidiana dalla malattia.

Si tratta di un dibattito interessante, un’iniziativa di grande spessore, che però viene spesso accantonata perché presuntuosamente convinti che queste siano storie isolate, lontane dalla nostra esperienza quotidiana.

Il rapporto con il cibo è sempre meno influenzato dalla natura e sempre più condizionato dalla cultura e dai mass media. In questa società, che fa dell’aspetto estetico l’arma vincente per eccellere, i casi di disturbi alimentari stanno invece aumentando costantemente.

Sono realtà che difficilmente riescono ad uscire, ma piuttosto restano nascoste, perché si fa della malattia, un motivo di vergogna. Eppure esistono, ed urlano a gran voce di essere ascoltate.
E’ dunque importante sensibilizzare i giovani al problema, promuovendo attività e dibattiti sull’argomento, che rendano preziose le testimonianze di chi ne ha sofferto.

Margherita Teodori

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